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Cessione di Capodichino all’Atitech: togliere il lavoro al sud per garantirlo al nord?

di / 0 Commenti / 263 Visite / 1 marzo, 2015

aeroporto-capodichino_2I lavoratori non ci stanno: prima di vivere un incubo che potrebbe privare le loro famiglie di un sostentamento, si organizzano e scioperano, domani 2 marzo.

Tutto è partito dal presidente Renzi, che, inserendo Moretti come nuovo direttore generale di Finmeccanica, ha conseguentemente provocato una serie di tagli e operazioni varie che, a detta loro, dovrebbero rilanciare l’industria. Quella che appare agli occhi degli operai Fiom-Cgil, sarebbe invece una prospettiva tutt’altro che positiva: la volontà di Alenia Aermacchi (società impegnata nella realizzazione di velivoli civili e militari) di cedere lo stabilimento di Capodichino e i suoi lavoratori all’Atitech (azienda italiana che opera nel settore della manutenzione di aeromobili a corto e medio raggio, con Finmeccanica e Alitalia socie di minoranza e soci privati di maggioranza), porterebbe a una riduzione di posti di lavoro in Campania, a tutto vantaggio del nord Italia (in particolare dell’area di Alenia Torino), che otterrebbe anche il velivolo militare C27J.

Si tratta di una fusoliera attualmente realizzata a Capodichino e che ha portato l’azienda a conquistare recentemente una consistente fetta di mercato.

Intanto, si parla anche di trasferimento ad Atitech dell’impianto veneziano di Tessera (specializzato nelle revisioni) e di alcuni hangar (strutture per contenere aeroplani) di Alitalia Fiumicino: tutto ciò in seguito all’accordo siglato nel 2010 a palazzo Chigi da Atitech, parti sociali e governo, per la creazione a Napoli del polo nazionale delle manutenzioni.

Pino Russo, della segreteria regionale Uilm Campania, si rivolge così alla Regione Campania: “Deve vigilare affinché il futuro delle costruzioni aeronautiche della nostra regione rimanga ancorato non solo alle attività di revisione ma, in continuità con la nostra storia industriale, a quelle della costruzione di aeroplani”. Si dichiara, inoltre, disponibile a un accordo, a cui i lavoratori sono invece contrari, in quanto non ci sono garanzie industriali.

In attesa della comunicazione definitiva dell’operazione ai sindacati, prevista per il 3 marzo a Roma, domani 2 marzo si terrà un’assemblea con sciopero di un’ora dalle 14 alle 15, indetta da Rsu Fiom-Cgil, per fare il punto della situazione.

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