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Libia, 27 migranti morti soffocati in un container merci

di / 0 Commenti / 18 Visite / 24 febbraio, 2017

2017-02-23t155311z_320219520_rc12924fefb0_rtrmadp_3_libya-security-benghazi-kxp-u11001459772421qqf-1024x576lastampa-it Sono almeno 27 i migranti africani morti mentre venivano trasportati in un container dall’entroterra libico sulle coste della Tripolitania. In attesa con tutta probabilità di imbarcarsi su qualche carretta del mare alla volta dell’Italia. A scoprire il carico di essere umani è stata la Mezzaluna rossa libica (l’equivalente della Croce rossa), secondo cui erano 83 le persone stipate nel container destinato al trasporto merci caricato e caricato su un improbabile Tir.

I migranti provenivano dall’entroterra desertico diretti a Khoms, città costiera che si trova a metà strada tra Tripoli e Misurata. Quando i volontari della Mezzaluna rossa hanno aperto il container non hanno potuto far altro che rilevare i 27 decessi, di cui 13 dovuti ad asfissia e gli altri da deidratazione.

In sostanza una parte dei migranti sono morti soffocati gli altri di sete. Chi è sopravvissuto ha riportato gravi ferite come fratture dovute agli scossoni subiti durante il tragitto che avviene spesso su strade impervie. Secondo un prima ricostruzione il veicolo sarebbe stato abbandonato dai trafficanti, forse in attesa dei complici che dovevano procedere all’imbarco o forse a causa di un guasto che li ha spinti alla fuga.

E’ l’altro lato della tragedia del traffico di migranti clandestini, quello che si consuma a terra, quando i disperati si affidano alle organizzazioni criminali che dallo snodo di Aghades in Niger li portano in Libia attraverso le rotte desertiche.

La mattanza continua quindi, da terra come da mare, come ad esempio il tratto di costa davanti a Zuwara, sull’altro lembo della Tripolitania quello a ridosso del confine tunisino, dove ieri sono stati ritrovati 14 corpi senza vita di migranti che avevano preso il mare su natanti di fortuna. E’ andata meglio agli altri 124 salvati dalle motovedette libiche prima di essere inghiottiti dalle acque del Mediterraneo.

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