Il nuovo modo di leggere Napoli

50 anni senza Totò: le frasi celebri del principe della risata

di / 0 Commenti / 105 Visite / 17 aprile, 2017

Toto_1 Raccolta delle frasi più belle e delle battute più divertenti di Totò tratte dai suoi tantissimi film. Il nome di Totò, com’è noto, è lo pseudonimo dell’attore, comico, sceneggiatore e poeta italiano Antonio de Curtis (Napoli, 1898 – Roma 1967), detto “il principe della risata“, tra i più popolari interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani.

“Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti in qualcosa, bisogna morire.”

“Il coraggio non mi manca. È la paura che mi frega.”

“Come è gentile per essere una parente: sembra un’estranea!”

“Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza.”

“Modestamente, la circolazione ce l’ho nel sangue.”

“Futurista? impressionista? realista? Veramente io sono socialdemocratico monarchico napoletano.”

“La civiltà è avere tutto quello che vuoi quando non ti serve.”

“Parli come badi!”

“C’era una donna che gli uomini li faceva cadere per terra stecchiti. Non che fosse particolarmente affascinante, ma portava jella.”

“Signore, di sua moglie mi piace tutto, tranne il marito”.

“Il funzionario civico municipale è un aggettivo qualificativo di genere funzionario, il funzionario fisiologicamente funziona con la metamorfosi della leptempsicosi, la fase del funzionamento muove la leva idraulica delle cellule che, agendo sull’arteriosclerosi del soggetto patologico, lo fa funzionare nell’esercizio delle proprie funzioni Non ha capito che cosa vuol dire? Beh, nemmeno io.”

“Che cosa ho chiesto a San Giovanni? Un terno? una quaterna? una cinquina? Niente di tutto questo, ma una sciocchezzuola, una bazzecola, una quisquilia, una pinzillacchera: far cadere la lingua a mia moglie.”

“Lo stomaco mi funziona benissimo: non ho appetito perché sono dissidente.”

“Non so leggere, ma intuisco.”

“Se non sapete fare il calzolaio, fate il farmacista. Calzolai si nasce, non si diventa.”

“L’uomo discende dalla scimmia. Io no perché sono raccomandato.”

“Aristofane è morto? E quando è successo? Duemila anni fa? Dio, come passa il tempo.”

“Anche se è civile, la morte sempre morte è.”

“Voi siete un attore e io vi ammiro, come uomo e come cane, ma voi non potete essere stato una spalla, voi non avete mai fatto nemmeno il ginocchio.”

“Chi dice che i soldi non fanno la felicità, oltre a essere antipatico, è pure fesso.”

“Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra.”

“I giovani servono solo per certe cose, e spesso neanche per quelle.”

“Io non so leggere, so soltanto scrivere.”

“Io non rubo, integro. D’altra parte in Italia chi è che non integra?”

“A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?”

“Sono ghiotto di ossibuchi, ma mangio solo il buco perché l’osso non lo digerisco.”

“Che tipi di topi sono? Topazi? Bene, si possono eliminare con la toponomastica, ma il gatto rimane sempre il rimedio migliore.”

“Io tacio, ma non capisco un cacio.”

“Ne capitano di tutti i colori: guerre, rivoluzioni, terremoti, calamaretti fritti…”

“Ottimista, pessimista, esistenzialista… Veramente io sono farmacista.”

“Vola spesso lei? Allora è un volatile, io sono un mammifero.”

“Disse un pescatore: a pesce donato non si guarda in bocca.”

“Il ciclismo: un esperimento di propulsione con carica abbinata con un mezzo metallico, munito di punzone e campanello.”

“Jellato io? Ma se avevo uno zio con una gobba che era una bellezza!”

“Per i campioni sportivi, niente fumo, niente vino e niente donne. Ma allora che vincono a fare?”

“Sono pallido come un morto: mi alleno.”

“Volere è potere, volare è potare.”

“Si dice che l’appetito vien mangiando, ma in realtà viene a stare digiuni.”

“Lei vuole sposare mia figlia? No, non se ne fa niente: a me i generi non interessano, a meno che non siano alimentari.”

“La vedova è la moglie di un cadavere.”

“Signora, ma come, lei si spoglia così davanti a un uomo maschile?”

“Futurista? impressionista? realista? Veramente io sono socialdemocratico monarchico napoletano.”

“Lei è venuto per un decesso? Ho capito, vada in fondo in destra.”

“Io sono integro e puro, sia di corpo che di spirito: non ho commesso peccati né di carne né di pesce.”

“Lei è un cretino: si specchi, si convinca.”

“Una ragazza con gli occhi a mandorla, la bocca a ciliegia e le guance di pesca.”

“Non sarà mica un’ortolana? Mah! Purché non abbia il naso a patata e la testa a pera.”

“Il matrimonio non m’interessa, voglio restare nubile. Lo so, si dice celibe; ma tanto, nubile o celibe, sempre scapolo è.”

“Io sposare una come me? Brutta e racchia, allora? No, non se ne fa niente, meglio una delle mie condizioni, con la condizionale.”

“L’aria condizionata è un prodotto della civiltà, ma io mica mi posso prendere una polmonite civile.”

“Vado soggetto ad amnistie cerebrali.”

“Vorrei una moglie, possibilmente di prima mano.”

“Signora, sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.”

“Avete fatto caso che i ribelli hanno la faccia da cretini?”

“Hai perso un occhio per la causa? Mi dispiace, ma chi te lo fa fare a perdere tempo con le cause? Vanno sempre per le lunghe e poi gli avvocati costano cari. Non fare il causillo!”

“Ho cercato di fermarlo con la forza, c’è stato un vero colluttorio.”

“Il sole africano è tremendo… produce colpi d’insolenza.”

“Morire, morire, che noia! Tutto il giorno sotto terra, con le solite facce dei vermiciattoli. È vero, ci sono i fuochi fatui, ma solo la domenica. Per il resto della settimana si sta chiusi in cassa: una vita da morti.”

“Sono bello piaciucchio, ho il mio sex appello.”

“È vero, ho rubato per venticinque anni, ma l’ho fatto per alleviare le sofferenze di un orfano, povero, senza casa, senza madre, né padre: io.”

“Lei la faccia del cretino ce l’ha: s’informi.”

“Cara, di cognome ti chiami Ranocchia? Vieni, andiamo a fare un girino.”

“Sono un uomo della foresta, un forestiero.”

“La civiltà è avere tutto quello che vuoi quando non ti serve.”

“Si dice che l’occasione fa l’uomo ladro, ma anche per la donna non ci metterei la mano sul fuoco.”

“Vorrei un caffè corretto con un po’ do cognac, più cognac che caffè… anzi, giacché si trova, mi porti solo una tazza di cognac e non se ne parla più.”

“Non bevi, non fumi, non vai con le donne; lo vuoi un consiglio? Sparati?”

“La serva serve, soprattutto se è bona, serve eccome!”

“Parli come badi!”

“Ogni limite ha una pazienza.”

“Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo.”

“Nella vita non siamo mai soli, abbiamo sempre qualche appendicite.”

“Il mio naso ha molto fiuto, vale a dire è un fìutatoio.”

“In che mondo viviamo! Non c’è pace, non c’è Dio, non c’è igiene.”

“In via eccezionale, non si potrebbe sapere che intenzioni ha Nostro Signore?”

“Io sono fortunato, io: ho la macchina rovinata, un vestito quasi nuovo da buttare via, la salute manomessa, forse una broncopolmonite con prognosi riservata, la capa scassata. Ah, come sono felice, come godo, che goduria!”

“C’era una donna che gli uomini li faceva cadere per terra stecchiti. Non che fosse particolarmente affascinante, ma portava jella.”

“Due secondini fanno un quartino, quattro secondini fanno un mezzo litro.”

“Evado di giorno perché non mi va di essere un evaso di notte.”

“Io sono nato col destino di essere forte, la mia è la forza del destino.”

“Le scarpe le voglio larghe di dentro e strette di fuori. Sapete, ho i piedi che mi hanno fatto una cattiva riuscita.”

“Signora, per amor suo sono disposto a farmi fare a pezzi da suo marito: tanto, pezzo in più, pezzo in meno…”

“Sono un forziero, per questo sono un donnaiolo. Alle donne piacciono gli uomini forti. Dal mio aspetto non si direbbe, la mia forza è truccata: sono un falso debole.”

“Mi sono seduto su una sedia che aveva un chiodo sul fondo e mi sono fatto male ai paesi bassi.”

“Andiamoci a fare una bella passeggiata al cimitero: ci facciamo due risate, tanto più che domani è il 2 novembre.”

“Lasciatemi in pace, ché ho un capello per diavolo.”

“Per me sono tutti uguali, uomini e porci.”

“Non sono cretino, sono stato cretino un solo giorno: quello del matrimonio.”

“Io non faccio il cascamorto, se casco, casco morto per la fame.”

“Avete fatto caso che l’ultima domenica di Carnevale i cimiteri sono un mortorio?”

“Però… per essere una parente è gentile… sembra un’estranea.”

“Sprizzo salute da tutti i pori, sono uno sprizzatoio.”

“Dagli amici mi guardi Iddio che dai parenti mi guardo io.”

“Se ho fornicato? Io nella vita ho fornicato sempre, mi chiamavano il fornichiere!”

“Il diavolo si è arrabbiato perché gli ho rotto le corna? Ma non si deve preoccupare, tanto, se è sposato, gli ricrescono.”

“Lei ha trentaquattro denti? Allora è bisestile.”

“Non sono esistenzialista, sono romanista democratico, ma qualche volta tifo per il Napoli.”

“Porga tante esequie alla sua signora.”

“Io divido l’umanità in due categorie di persone: gli uomini e i caporali. Quella degli uomini è la maggioranza; quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quelli costretti a lavorare come bestie tutta la vita, nell’ombra di un’esistenza misera. I caporali sfruttano, offendono, maltrattano, sono esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno. Li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità e l’intelligenza per farlo, ma con la sola bravura delle loro facce di bronzo, pronti a vessare l’uomo qualunque.”

“Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera.”

“Dicono che sono un testimone oculare, ma io non ho oculato niente.”

“Mi piacciono i romanzi d’appendicite.”

“Ho preso una botta al malleolo del cervello e per poco non mi veniva la meninge. Ma pensiamo alla salute.”

“Il pavimento è una schifezza, lo so, e mi scuso a nome suo. La prossima volta lo incarto.”

“Mi piace un soprabito inventato dagli americani, il cocomero, quello che si allaccia coi calamari.”

“O sei roso dai morsi della coscienza, o da quelli della fame.”

“Cavalli celebri: il cavallo di Troia, i cavalli di Frisia, piazza Magnacavallo e il cavallo dei pantaloni.”

“Ho rifiutato l’invito a una partita a polo perché soffro il freddo.”

“Sotto le armi, sotto tutela, sotto processo, sempre sotto a qualche cosa si deve stare.”

“Mia moglie è peggio che brutta: è racchia.”

“Mia moglie è un tipo apprensivo: sta sempre ad Anzio per me.”

“Io la cena fredda la lascio riscaldare: a me la cena fredda piace calda.”

“Sei un cafone, hai agito con modi interurbani.”

“Ho un fratello di nome Peppino: io sono il primogenio, lui il secondogenio, ma è un cretino.”

“Milano è la capitale del Nord, noi sudisti stiamo sotto lo stivale.”

“Per andare a Milano ci vogliono quattro giorni di mare, a meno di non andare a piedi.”

“Sono napoletano, membro della CNEF: ‘cca nisciuno è fesso.”

“Più conosco gli uomini, più amo le bestie.”

“Adesso che stiamo a Milano, finalmente, vogliamo andare a vedere questo famoso Colosseo?

“La mia fame è atavica: vengo da una dinastia di morti di fame!”

“Non tutti i mali vengono per suocere!”

“Giulietta e Romeo non potevano sposare per colpa delle loro famiglie: i Cappelletti e gli Agnolotti.”

“Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.”

“Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance.”

“Quando incontro la tributaria, mi si chiude la bocca dello stomaco.”

“Sant’Agostino si interessava di tasse e ha dichiarato che se i tributi sono troppo alti, non è peccato non pagarli. Io obbedisco a Sant’Agostino, il patrono dei tartassati, per non arrivare nudo alla meta.”

“Vada come vada, la vita costa e il rischio è tutto mio.”

“Al mondo ci stanno tante donne, ma non tutte ci stanno. Starci è l’imperfetto del verbo pomiciare.”

“Cara, ardo dal desiderio, siamo qui per un’avventura… e allora avventuriamoci!”

“In Spagna le ragazze si chiamano ciche? Allora mi trasferisco e mi metto a raccogliere le ciche.”

“L’orologio a cucù si è guastato perché il becco dell’uccellino si era tappato, il suono gli usciva dalla parte opposta del corpo e, naturalmente, era una fetecchia: sono cose che possono capitare a tutti.”

“Se conosco Shakespeare? Lo conosco benissimo, in casa lo chiamavamo William. C’è del marcio in Danimarca? Mah…”

“Si vede che lei è esuberante, esuberatore!”

“Sono napoletano e quindi ho molta stitichezza col caffè. Pardon, volevo dire dimestichezza: è stato un qui pro quo.”

“Sono superiore a lei per cultura, per nascita e per censo, superiore al censo per censo.”

“Sono vent’anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai. Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere!”

“Cara, ti vergogni di me perché sei vestita? Io sono in maniche di mutande.”

“Era una donna meravigliosa, con gli occhi verdi, i capelli rossi, l’abito azzurro e le scarpe gialle. Volete sapere come è andata a finire? In bianco.”

“I domestici sono nemici pagati. Io il mio non lo pago per non offenderlo.”

“Io ballo meglio di Rodolfo, ma non è Valentino, è un mio amico che si chiama Rodolfo Chiappetta e non sa ballare.”

“Le corna, altrimenti dette cofecchie: moglie e marito si cofecchiano in continuazione”

“Il capogabinetto? Ma come, in un ministero così grande c’è un solo gabinetto?”

“La nostra è un’epoca atonica, un’epoca di reattori, missili, metropolitane e stelle filanti.”

“Se il ragazzo che vuoi sposare è bello, vuol dire che non ha una lira: i fidanzati ricchi sono racchi.”

“Non mi guardi con quegli occhiacci… lei con quegli occhi mi spoglia… Spogliatoio!”

“Lo so, dovrei lavorare invece di cercare fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro.”

“Abusivi di tutti i posteggi, urbani e interurbani, unitevi e chiedete al ministro un posteggio al sole.”

“Ci sono degli anni con febbraio di ventinove giorni e tutto va male: sono gli anni bisestitici.”

“Il cha cha cha è un proverbio cinese.”

“Lo so, sono vigliacco, ma sono vivo: meglio un vigliacco vivo che un coraggioso morto.”

“Questo caffè è una ciofeca! Sull’insegna, invece che «Caffè dello Sport», dovete scrivere «Ciofeca dello Sport».”

“A volte, anche un cretino ha un’idea.”

“I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male.”

“Il perfetto delinquente deve essere immorale, amorale, asessuale e incorruttibile.”

“Ladri si nasce, facchini si diventa.”

“A chi va sul cammello viene spesso il mal di mare. È per questo che i cammelli sono detti le navi del deserto.”

“Donne, non scappate davanti a me; ché, mi avete preso per uno spaventapassere?”

“Nel deserto c’è un sole, un sole che spacca le sabbie.”

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