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Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, spia di cattivo funzionamento del commissariamento

di / 0 Commenti / 138 Visite / 3 maggio, 2017

medico-7-640x480 La situazione che si sta profilando nell’Azienda ospedaliera universitaria S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, come pure nella Asl di Salerno, dove la carenza di risorse umane, prevalentemente all’interno delle strutture ospedaliere, è sempre più drammatica, rappresenta una spia indicativa del cattivo funzionamento del sistema di commissariamento che la Campania ha subito in questi ultimi dieci anni.

” Tuttavia – si legge nella nota diramata da Gabriele Peperoni, Vice Presidente Nazionale Sumai-Assoprof – il ricorso alla Specialistica Ambulatoriale Interna è stato bloccato dalla circolare commissariale n° 1525 del 23 marzo scorso, inviata da Polimeni ai direttori generali di Asl e ospedali. Tale circolare asserisce che la convenzione degli specialisti ambulatoriali va ricercata e collocata esclusivamente nell’ambito della realtà distrettuale territoriale dell’azienda sanitaria locale, affermando che negli ospedali non è ammissibile l’attività in regime di ricovero degli specialisti ambulatoriali nelle attività di degenza e di diagnosi e cura.

È necessario ricordare che gli specialisti ambulatoriali, a contratto Sumai, sono tuttora impiegati da anni nei reparti e nei pronto soccorso ospedalieri per garantire i Lea e sopperire alla carenze di personale scaturite dal blocco del turn-over negli anni del piano di rientro. Si tratta di circa 600 camici bianchi che se dovessero davvero tornare nei distretti bloccherebbero molti servizi essenziali in discipline come anestesia, radiologia, gastroenterologia, otorino, neuro e cardiochirurgia e tante altre specialità. Infatti, grazie al loro impiego sono state salvaguardare intere Unità operative destinate, altrimenti, a sparire per mancanza di personale medico, addossando, tra l’altro, a questi ultimi arrivati la maggior parte dei turni notturni e festivi.

Oggi è necessario chiarire, vista la poca lungimiranza della Regione, e di alcuni sindacati della dirigenza medica, che, anche alla luce delle continue discriminazioni subite dai colleghi, la nostra associazione non ha intenzione di mettere a concorso altri turni nelle strutture ospedaliere se non prima saranno ripristinate le ore delle specialità che i poliambulatori distrettuali hanno perso in questi ultimi anni. Tali ore di specialità come ortopedia, oculistica, otorino, cardiologia, neurologia sono necessarie innanzitutto per rispondere ad una domanda di salute da parte dei cittadini campani ed anche per la realizzazione delle nuove strutture organizzative definite AFT e UCCP, senza le quali non ci sarà mai l’evoluzione verso una sanità efficace ma a costi contenuti. Insomma: meno ospedale più territorio.”

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