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Ponticelli, nipote accoltella zia e la uccide: la voce dei cittadini, tra indignazione e paura

di / 0 Commenti / 179 Visite / 9 ottobre, 2017

omicidio-casa-nottePonticelli, all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza costato la vita a un’innocente, è un quartiere scosso, indignato, incredulo e spaventato.
Il 39enne Pasquale De Liguori, detenuto ai domiciliari nel Rione Incis, in via Fratelli Grimm e in cura al Sert, era un tossicodipendente con evidenti problemi psichici. I guai con la legge, condannato per detenzione di armi, stava scontando la pena ai domiciliari, ai quali si aggiungevano quelli legati alla dipendenza da droga: un mix letale che puntualmente sfocia in notizie di cronaca.
Sabato notte, il 39enne è uscito di casa, seppure fosse sottoposto al regime restrittivo previsto dalla detenzione domiciliare. Per strada ha incontrato uno zio e gli ha chiesto un passaggio in via Botteghelle a Poggioreale, dove abita sua madre. In effetti, la madre di De Liguori, abita poco distante dalle due zie contro le quali il 39enne ha scatenato la sua ira. In realtà è uscito di casa con un coltello che aveva nascosto in un borsello con l’intenzione di recarsi dalle zie, perchè da sua madre non è mai arrivato. Una lite accesa con la zia, la 61enne Rita Vitagliano, raggiunta da diversi fendenti che le hanno procurato ferite mortali, mentre Maria Vitagliano, intervenuta per cercare di difendere la sorella, è riuscita a salvarsi la vita. Ricoverata in ospedale, la donna non è in pericolo di vita, ma è ancora sott choc, incredula e sconvolta per quanto accaduto sabato sera.
Dopo la furia scatenata contro le due donne, De Liguori ha provato a fuggire scappando sui tetti. Proprio lì i carabinieri lo hanno fermato.
4 grammi di cocaina e 1910 euro negli slip: questo è quanto rinvenuto dai militari durante la perquisizione. In casa dell’uomo, invece, sono stati ritrovati alcuni bigliettini scritti a mano sui quali sono in corso degli accertamenti.
Condotto al carcere di Poggioreale, De Liguori ha fatto scena muta davanti al gip all’udienza di convalida del fermo.
All’indomani dell’ennesimo fatto di sangue, i cittadini di Ponticelli pongono l’attenzione sul punto cruciale della questione: la politica troppo morbida adottata nei riguardi di chi sconta i domiciliari, oltre alle plurime forme di pericolo alle quali sono sovraesposte le persone che vivono, loro malgrado, a contatto con tossicodipendenti affetti da allucinazioni e disturbi psichici, come De Liguori.
I ponticellesi raccontano di donne evase dai domiciliari per andare a prendere il sole in estate o per andare dal parrucchiere e, ancora peggio, di molti tossicodipendenti detenuti ai domiciliari praticano indisturbati l’attività di spaccio di stupefacenti.
La cittadinanza, stanca e spaventata, torna a puntare il dito contro i tanti tossicodipendenti che in stato confusionale vagano per le strade del quartiere e che hanno preso in ostaggio la stazione della circumvesuviana, diventato un vero e proprio quartier generale dei drogati che dopo aver acquistato stupefacenti nel vicino Rione De Gasperi, si adagiano sulle scale o all’interno della stessa stazione per drogarsi. Inoltre, sono all’ordine del giorno le rapine e i furti ai danni dei tanti ragazzi che usufruiscono di quel mezzo di trasporto per recarsi a scuola o sul posto di lavoro.
Un clima invivibile e di legittimo allarmismo, dunque, quello che regna tra le mura di un quartiere, di per sè stretto nella morsa della criminalità organizzata, e ancor più inasprito dall’ultimo episodio, dove, ad avere la peggio e a pagare il prezzo più alto, sono state due persone perbene.

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