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Il menù del pranzo della domenica: gnocchi alla sorrentina Vs mezzelune gorgonzola e noci

by / 0 Comments / 165 View / 11 gennaio, 2018

new-phototastic-collageReduci dalle grandi abbuffate delle festività natalizie, di certo, in molti troveranno inappropriato parlare ancora di cibo.

Eppure, il pranzo della domenica, almeno per i napoletani doc, è un consueto e imperdibile appuntamento settimanale con il piacere, oltre che con una delle più antiche tradizioni capaci di conciliare i piaceri della tavola con il calore della famiglia.

La domenica è il ragù che bolle in pentola fin dalle prime luci dell’alba, il cartoccio di dolci da scartare alla fine del pranzo, mentre la macchinetta del caffè è già sul fuoco, oltre ad una carrellata immancabile di sapori e portate, come l’immancabile frittura all’italiana, oltre a tante bottiglie di vino da stappare, e soprattutto un primo piatto importante: questi “i must” intramontabili del pranzo della domenica all’ombra del Vesuvio.

“Il tortellino pasta fresca” è un laboratorio di pasta artigianale sorto un bel po’ di anni fa in via Napoli, strada del centro storico di Ponticelli, quartiere della periferia orientale di Napoli e che da decenni coniuga tradizione e innovazione, in un continuo mix di abbinamenti e proposte che puntualmente non lasciano “a bocca asciutta” neanche i palati più esigenti.

Mimmo il pastaio è un vero e proprio leader del settore e la sua pasta fresca, ogni domenica, finisce sulle tavole di migliaia di persone: dai turisti ospiti dei ristoranti e delle strutture alberghiere della costiera che si riforniscono presso il suo pastificio, alle massaie che intendono onorare la tradizione servendo in tavola un piatto speciale, complice il prezioso supporto fornito da una materia prima di indiscutibile qualità.

Innumerevoli le varianti di pasta prodotte da Mimmo e che ben si sposano con tantissimi condimenti. Al primo posto si collocano gli intramontabili gnocchi alla sorrentina che “Il tortellino pasta fresca” produce in quantità industriale per coprire le tantissime ordinazioni che giungono in laboratorio tutte le settimane.

11377225_1604762989765978_6627129189412055925_nGli gnocchi sono un piatto immancabile nei menù dei ristoranti, da wp_20180101_14_29_38_pro-2quelli stellati alle piccole trattorie. – spiega Mimmo il pastaio – Il turista, ma anche il napoletano che ama mangiare bene, quando legge il menù è sempre tentato di ordinarli. Gli gnocchi sono sinonimo di mangiare bene. Quando una madre di famiglia li prepara la domenica, i bambini, ma anche gli adulti sono felici come se stessero per mangiare caviale ed aragosta. Ed è questo il principio che attraverso il mio lavoro e grazie alla mia esperienza, cerco di onorare: produrre degli gnocchi che possano far esclamare a chi li mangerà: “sono più buoni di quelli che cucina mia mamma!”

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Tuttavia, complice il desiderio di cimentarsi nella scoperta di “sapori diversi” introdotto dai reality incentrati sul mondo della cucina, sono molte le “nuove proposte” che anche le casalinghe e gli chef amatoriali amano portare in tavola e che vengono prese d’assalto dalle strutture alberghiere e ristorative che puntano sulla qualità della pasta prodotta da Mimmo per assicurare la migliore offerta ai loro clienti.

18158010_1857752074467067_4824958344269427163_nLe mezzelune ripiene di gorgonzola e noci, – spiega Domenico Scognamiglio, alias “Mimmo il pastaio”sono una variante di pasta che da mezzelunequalche tempo sta riscuotendo grandissimo successo. Accompagnarle con panna, o meglio ancora, con la più delicata besciamella è un modo efficace per esaltare il sapore del ripieno ed apprezzare la qualità della pasta che lo racchiude. Per dare più sapore al piatto, si possono aggiungere dei cubetti di speck. E’ un primo piatto molto appetitoso che è stato capace di abbattere il pregiudizio che impediva a molti napoletani di assaggiare il gorgonzola.

Dopo aver mangiato le mie mezzelune, infatti, molti clienti non solo hanno imparato ad apprezzare la qualità di uno dei formaggi più pregiati della storia gastronomica italiana, caratterizzato anche da una lavorazione molto particolare, ma hanno iniziato ad aprirsi anche ad altre culture gastronomiche.

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Mi piace pensare che grazia all’incontro tra un prodotto molto napoletano, come solo la mia pasta sa esserlo, e un simbolo della tradizione gastronomica milanese, ho contribuito ad abbattere le diversità e le discriminazioni, avvicinando i due poli dell’Italia che troppo spesso sono divisi, permettendo di capire a coloro che assaggiano la mia pasta che, almeno a tavola, non esistono discriminazioni o differenze: vince sempre il buon cibo, a prescindere da dove provenga!”

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