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VIDEO-Napoli, ragazzina pestata violentemente davanti a coetanee che filmano la scena

by / 0 Comments / 8391 View / 21 febbraio, 2018

adolescenti_adescate_in_rete_per_sesso_in_cambio_di_soldi_thumb660x453Immagini a dir poco scioccanti, quelle divulgate attraverso la pagina facebook “Siamo ragazze psicopatiche” e che ritraggono un pestaggio avvenuto a Napoli, presumibilmente nel periodo estivo, a giudicare dall’abbigliamento delle persone che appaiono nel video.

Una ragazza si avvicina alla vittima che sta per malmenare con fare minaccioso, urlandole in faccia di guardarla negli occhi mentre le parla, per poi fiondarsi in un lampo su di lei scaraventandole la testa, più e più volte, contro un’auto parcheggiata accanto a loro. La ragazza intenta a girare il video esclama: “Madonna mia, la uccide!” mentre continua a filmare la scena.

Altre ragazze giungono in soccorso della giovane, palesemente provata dalla violenza subita, ma al cospetto delle minacce di Serena – questo il nome dell’autrice del pestaggio – si fanno da parte e restano a guardare, mentre continua a inferire sulla coetanea, accartocciata su sè stessa, nel tentativo di difendersi da altri colpi. Serena chiede alle amiche di togliere la mano con la quale la giovane tenta di proteggere il viso dalla sua furia violenta e ordina alla ragazzina di togliere quella mano, urlando con foga violenta. Allora, le ragazzine, spaventate, le dicono di fermarsi perchè la sta uccidendo e che stanno chiamando i carabinieri.

Prima di lasciarla andare, le sferra una testata violentissima.

Il video che racconta quella rapida sequenza violenta, nel giro di poche ore ha collezionato migliaia di visualizzazioni e condivisioni, scatenando reazioni di forte indignazione, soprattutto nei confronti dell’autrice del video, rimasta a filmare quelle scene, senza pensare di utilizzare il cellulare per chiedere aiuto.

Delle immagini che accendono i riflettori, senza mezzi termini e in maniera piuttosto esplicita, sul disagio sociale in cui versano certi ragazzi e che evidenziano come il linguaggio dell’odio e la violenza fungano da “mezzo di comunicazione” prediletto in certi contesti.

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