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Morte Luigi Borrelli, gli inquirenti: “Chi ha visto ci aiuti, le indagini non si fanno sui social”

di / 0 Commenti / 1926 Visite / 14 giugno, 2018

via-mastellone-4A Ponticelli si respira un pesante clima di dolore e confusione da quando, durante la notte tra lunedì 11 e martedì 12 giugno, il 18enne Luigi Borrelli ha perso la vita in un incidente stradale, sulle cui dinamiche sta contribuendo a far luce il reparto infortunistica stradale della polizia municipale di Napoli, guidato da Antonio Muriano, dal 2010 al 2017 comandante della VI Municipalità di Napoli. Muriano, quindi, conosce bene via Mastellone, la strada che congiunge Barra e Ponticelli, lungo la quale è avvenuto l’incidente.

Giunti sul posto non appena allertati, gli uomini del reparto infortunistica hanno immediatamente avviato gli accertamenti del caso per far luce sulla dinamica dell’incidente. Hanno acquisito le immagini delle videocamere che riprendono via Mastellone, in cui si vede il furgone transitare, ma che non hanno immortalato il momento dell’impatto, avvenuto in un tratto privo di copertura video.

A bordo del furgoncino, adibito al trasporto di cose, viaggiavano quattro ragazzi, tutti di Ponticelli, di età compresa tra i 17 e i 18 anni. All’altezza dell’imbocco dell’autostrada, il mezzo ha invaso la carreggiata opposta, superando lo spartitraffico che ha funto da trampolino, andandosi a schiantare contro il muro.

Il giovane alla guida del furgoncino, un 18enne patentato da tre mesi, indagato per omicidio, è stato ascoltato dagli inquirenti, insieme all’altro superstite, mentre si attende che il terzo ragazzo, ancora ricoverato in condizioni delicate, possa fornire la sua versione dei fatti.

L’ipotesi più accreditata, al momento, sembra quella della perdita del controllo del veicolo da parte del giovane alla guida, probabilmente non esperto nel guidare un furgone, pratica che richiede abilità e dimestichezza diverse rispetto alla guida di una comune auto. Sul manto stradale non sono stati rilevati segni di frenata, quindi, i giovani potrebbero non essersi resi conto di quello che stava accadendo o è avvenuto tutto talmente in fretta che non hanno avuto il tempo materiale per cercare quantomeno di attutire l’impatto. Inoltre, la parte posteriore del furgoncino era vuota e questo ha contribuito a destabilizzare l’assetto del veicolo.

“Abbiamo appreso dai social, – ha dichiarato il comandante Muriano – delle dichiarazioni di presunti testimoni che riferiscono che il giovane abbia prestato soccorso agli amici, prima di accasciarsi. A noi non è giunta nessuna informazione di questo tipo, quindi lancio un appello alle persone che sono in grado di riferire informazioni utili alla ricostruzione dei fatti: venite al comando e rilasciate le vostre testimonianze direttamente a noi, in modo da aiutarci nelle indagini in corso. Se si tratta di minorenni, possono venire accompagnati dai genitori. E’ importante che chiunque sia giunto sul posto prima di noi e sia in grado di fornire elementi utili al nostro lavoro, si metta in contatto con il nostro comando. Nel rispetto di un giovane che ha smesso di vivere e del dolore dei familiari, vi invitiamo ad utilizzare responsabilmente i social e ad appurare i fatti prima di divulgare notizie che potrebbero essere non veritiere.”

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