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Napoli, giovane chef maliano vittima di un’aggressione: “sparavano e ridevano”

di / 0 Commenti / 48 Visite / 23 giugno, 2018

konate-bouyaguiIl 22enne Konatè Bouyagui, uno chef richiedente asilo del Mali, è stato ferito a Napoli, durante la serata di mercoledì 20 giugno, da sconosciuti che, da un’auto in corsa, gli hanno esploso contro dei piombini con un fucile ad aria compressa.

«Sparavano e ridevano», ha raccontato la vittima alla polizia secondo quanto riferito da alcuni quotidiani locali.

Il giovane lavora come chef in un ristorante multietnico a Napoli, ha riportato ferite all’addome, quindi è stato medicato in ospedale e dimesso con 10 giorni di prognosi.

Bouyagui aveva partecipato anche all’ultima edizione di MasterChef Italia. durante una puntata speciale dedicata proprio al tema del cibo come integrazione, occasione di confronto e rinascita in cui i concorrenti dovevano replicare le ricette di cuochi provenienti da diverse parti del mondo segnate da realtà difficili. A Masterchef, il giovane chef aveva proposto i colori della bandiera della sua terra con il “Tji Gnagnante ”. I cetrioli per il verde, simbolo della natura del Paese; il giallo, ovvero l’oro, rappresentato dalla senape mentre la carne ricorda il sangue dei cittadini morti durante la Seconda Guerra Mondiale. Sangue che ancora oggi scorre in questa striscia di terra dell’Africa occidentale, dove a seguito del colpo di Stato del marzo 2012 e dell’offensiva del Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad e degli islamisti, i combattimenti procedono senza sosta. Con un post sulla pagina ufficiale di Facebook, gli autori di Master Chef hanno augurato una pronta guarigione al ragazzo e espresso tutta la loro solidarietà per quanto gli è accaduto.

Dopo l’accoglienza presso le strutture di Less Onlus e gli studi per diventare cuoco, il giovane è diventato uno degli chef di Kikana, il primo ristobar multietnico per l’integrazione gestito da rifugiati e richiedenti asilo, inaugurato in via del Parco Margherita, nel quartiere Chiaia, nato dall’esperienza della cooperativa di catering Tobilì.

Come tutte le sere, il giovane stava tornando a casa, al termine della giornata di lavoro. Percorreva a piedi il Corso Umberto quando, intorno alle 00.30, un’automobile scura lo ha affiancato: dal finestrino è sbucata una canna di fucile, due spari e poi delle risate.

Questa la ricostruzione dei fatti secondo quanto dichiarato dal 22enne nel corso di un’intervista rilasciata a “radio popolare”: “Stavo tornando da lavoro, c’erano due persone dentro ad una macchina. Hanno fatto uscire il fucile dal finestrino e hanno sparato questi piombini. Mi hanno colpito all’addome. Si sono messi a ridere e poi sono andati via.
All’inizio non mi faceva così tanto male e ho continuato a camminare, ma poi ha iniziato a bruciarmi e quando ho controllato ho visto il sangue che stava scorrendo. Ho chiamato un mio amico, mi è venuto a prendere e siamo andati a casa, poi mi ha accompagnato in ospedale.”

In riferimento ad altri episodi di razzismo subiti in precedenza, il giovane quanto dichiarato da molti altri extracomunitari che abbiamo avuto modo di intervistare nel corso degli ultimi anni: “nessun episodio, a parte quello che dicono i ragazzini, ma alla fine sono ragazzini e non ci sono mai troppi problemi e non li ho mai considerati tanto. Invece quelli erano adulti. Così non era mai successo, è assurdo. Questa cosa mi ha fatto davvero spaventare, ho anche pensato di preparare la valigia e andarmene, però poi ho pensato che le persone non sono tutte uguali. Penso anche però che potrebbe succedere di nuovo, con una pallottola vera però. Direi che sono spaventato, sto ancora pensando se restare in Italia o se andare a stabilirmi da un’altra parte. Non puoi andare via dal tuo Paese e andare in un altro Paese per trovarti davanti gli stessi problemi. È una cosa difficile.”

Sono andato via perché il Mali non era stabile. Il Paese che mi accolto prima era bello, ma se iniziano a succedere dei fatti così bisogna preoccuparsi.

Immediata la risposta degli extracomunitari che vivono a Napoli che hanno organizzato un presidio di solidarietà per Konate Bouyagui, al quale hanno aderito anche molti cittadini napoletani.

Un’aggressione, quella perpetrata ai danni di Konate Bouyagui, che fa eco a quella subita pochi giorni fa a Caserta da un altro immigrato del Mali, anche lui ferito a suon di colpi di fucile ad aria compressa esplosi da un’auto da parte di individui che gridavano: “Salvini, Salvini”.

Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco Luigi de Magistris e l’assessore alle Politiche sociali, Roberta Gaeta. De Magistris ha incontrato il giovane ferito e il rappresentante dell’associazione Mandè, Ibrahim Coulibaly.

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