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Chiusura con applausi per i Concerti di Primavera della Nuova Orchestra Scarlatti

di / 0 Commenti / 92 Visite / 8 luglio, 2018

d0f3fa89-9c09-4acc-b284-f5c19f35c123Chiusura in grande stile per i Concerti di Primavera 2018 della Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, ormai in piena estate, sabato 7 luglio nella splendida Chiesa di San Marcellino, con un solista di classe internazionale, l’oboista Domenico Orlando. Di origine salernitana, nato nel 1979, Orlando dal 2009 riveste il prestigioso ruolo di Primo Oboe solista della Gewandhausorchester di Lipsia, il tempio della musica bachiana, a seguito di una precoce carriera punteggiata da vari premi internazionali e da un’attività concertistica iniziata ancor prima di diplomarsi, sotto la direzione di maestri del calibro di Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Antonio Pappano, ecc. e nel Bach luminoso del Concerto per oboe e archi in fa BWV 1053R (ricostruzione da una più nota versione per cembalo) Orlando ha letteralmente incantato il pubblico napoletano, grazie a un timbro emozionante e a un fraseggio unico per eleganza e fascino, con punte eccezionali nel sublime ‘Siciliano’ centrale. Accanto a Bach il programma della serata ha riunito pagine di tre grandi ‘H’ della musica occidentale: Händel con il suo brillante Concerto Grosso in sol op. 6 n.1; Haydn con uno dei suoi deliziosi Notturni dedicati al nostro Ferdinando IV di Borbone, e Hindemith, uno dei ‘classici’ del ‘900 con una serie dei suoi Pezzi per orchestra d’archi op. 44, dal contrappunto serrato e coinvolgente. Grandi consensi per l’ Orchestra guidata con vivo senso musicale dal giovane e bravo Marco Attura, (al cembalo in Händel e Bach Marianna Meroni), e autentico trionfo per Domenico Orlando che ha offerto in bis la soave Sinfonia con oboe dalla  Cantata 156 di Bach.

Il concerto coronava una Masterclass di tre giorni per giovani oboisti organizzata dalla Nuova Scarlatti e tenuta dal M. Orlando a San Marcellino. E uno degli allievi della Masterclass, il molisano Jacopo Cornacchione, 13 anni appena, è stata la sorpresa fuoriprogramma della serata cimentandosi  a metà concerto, con estrema disinvoltura, in ‘Pan’, una delle ‘Metamorfosi da Ovidio’ per oboe solo di Benjamin Britten. Come ha detto il M.° Gaetano Russo, direttore artistico della Nuova Scarlatti, introducendo Jacopo “accogliere una giovane promessa in un concerto è perfettamente in linea con lo spirito che ci anima ormai da 25 anni. Anche Orlando vent’anni fa ha suonato giovanissimo nelle nostre file. Dare un’occasione a ragazzi così è dare una mano al futuro di tutti noi”. E l’emozionante successo della serata non poteva rappresentare finale migliore per  questa ennesima rassegna della Nuova Orchestra Scarlatti a Napoli.

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