Il nuovo modo di leggere Napoli

Ponticelli, nuova tecnica di furto: bucano le ruote delle auto in sosta e poi derubano gli automobilisti

di / 0 Commenti / 2454 Visite / 11 luglio, 2018

36959444_10212569174519736_4924930266931134464_nLa denuncia è partita da un residente di Ponticelli che, di ritorno da locale commissariato dove ha riferito tutto agli agenti dell’ufficio denunce, ha poi contattato la nostra redazione per mettere in allerta i residenti in zona.

Sarebbero già molte “le vittime” di una banda di rapinatori seriali attiva a Ponticelli e che ha escogitato una nuova tecnica per colpire le vittime: tagliare le ruote delle automobili in sosta per poi entrare in azione quando il proprietario della vettura si rimette in auto. Gli automobilisti, una volta notato il pneumatico fuori uso, quindi, istintivamente scendono dalla vettura per capire il da farsi. In quel momento entrano in azione i rapinatori che si intrufolano nell’auto generalmente a caccia di borselli, ma nei casi più estremi, sarebbero perfino fuggiti a bordo della vettura adocchiata, senza particolari difficoltà, approfittando della defaillance del proprietario che, per dare priorità alla gomma bucata, nella maggior parte dei casi, scende dalla vettura lasciando le chiavi attaccate al quadro. Un gioco dai ragazzi, quindi, per i malviventi, fuggire indisturbati a bordo dell’auto adocchiata.

36957930_10212569177879820_5072070885804867584_nLa strada lungo la quale i rapinatori seriali agiscono è sempre la stessa: via Argine, già teatro, in più di una circostanza, di episodi analoghi. Basta ricordare la celeberrima “truffa dello specchietto”, giusto per citarne una.

Molto ampio il tratto di strada lungo il quale operano i malviventi e che si estende per diversi chilometri, ovvero, dal centro commerciale “Neapolis” fino all’Istituto “De Cillis”. Un raggio d’azione lungo ben 3 chilometri. 

Tantissime le segnalazioni e le denunce già al vaglio delle forze dell’ordine dove vengono descritti furti, rapine, in alcuni casi solo tentati, in altri andati a buon fine, eseguiti con la stessa modalità d’esecuzione che al danno derivante dalla ruota bucata, aggiunge “la beffa” della rapina.

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)