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“Settembre”: il nuovo brano di Adèl Tirant

by / 0 Comments / 29 View / 10 settembre, 2018

copertina-singolo-digitale-ada%c2%a8l-tirant-1Dopo il successo di “Un homme qui me plait comme toi” con cui, pochi mesi fa, Adèl Tirant ha debuttato nel mondo della musica, arriva “Settembre” (Love September), secondo singolo edito dalla Soter che anticipa l’uscita del suo primo album, prevista per la fine del 2018. Il pezzo si distacca dagli altri brani tipicamente d’autore dell’artista, nata a Roma ma di origine siciliana, per una dimensione “ballabile” dal gusto pop.

Durante la lavorazione dell’album, Giovanni Block, produttore artistico ed arrangiatore del disco, ha dato forma, struttura ed armonia al vecchio provino di questo brano, coinvolgendo anche i musicisti Stefano Formato e Francesco Lettieri al piano.

La produzione artistica e l’arrangiamento di “Settembre”, in bilico tra gli anni d’oro della disco e del post rock, a tratti funk e a tratti lirico, sono stati poi curati da Giovanni Paolo Liotta.

“è una canzone che parla della scia che lascia l’estate sul corpo e sulla mente e l’ispirazione viene da una lettera scritta sulla rubrica di un settimanale un po’ di tempo fa – così Adèl Tirant racconta la nascita del brano e il suo significato -. La donna rivela la sua difficoltà a riprendere la routine autunnale dopo il travolgente e libero scorrere dell’estate. Settembre rappresenta per lei un secondo capodanno dopo gennaio e si domanda se lei abbia ancora voglia di aderire alla sua vita di sempre, con il lavoro da riprendere, i bambini da accompagnare a scuola e il marito da accontentare”.

Il video, realizzato da Adèl Tirant e Nello Calabrò con il montaggio di Peppe Casciano in arte Ceppe, è un omaggio al cinema muto, arte visiva a tutti gli effetti, a cui la cantautrice sente di appartenere per gusto e per la somiglianza con le donne di quell’epoca, dotate di espressionismo mimico e di un’eterna modernità. È, dunque, voluto il contrasto tra il suono fresco del brano e le immagini di “The shipreck”, un cortometraggio quasi sconosciuto, quelle di “Rapsodia satanica” con Lyda Borelli e di “Assunta Spina” con Francesca Bertini.

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