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L’ingegnere napoletano inventore del dispositivo antiaggressione incontra il presidente della Somalia

di / 0 Commenti / 167 Visite / 25 novembre, 2018

46507977_10156669535543954_7171165834520297472_nHa voluto che l’Italia fosse la prima tappa da visitare in veste di Presidente della Somalia, Mohamed Abdullahi Farmajo, e pertanto ha trascorso tre giorni a Roma, accompagnato dalla First Lady Zeinab Abdi, dal ministro degli Esteri, Ahmed Isse Awad, dal direttore per la presidenza, Amina Sa’id Ali, e da una delegazione di consiglieri e diplomatici.
In carica dal 16 febbraio scorso, Abdullahi ha così palesato la volontà di ricostruire il rapporto storico fra i due Paesi, affinchè l’Italia apra la strada del Corno d’Africa all’Europa.
Tre giorni scanditi da innumerevoli incontri con personalità politiche, alte cariche dello Stato e non solo: durante la mattinata di mercoledì 21 novembre, infatti, il Presidente Abdullahi ha incontrato una selezione di cinque imprenditori. Tra i convocati all’incontro, orgogliosissimi di trovarsi al cospetto del Presidente, spicca il nome dell’ingegnere Oliver Tahir, nato a Napoli da genitori somali. Poco prima di stringere la mano a Mohamed Abdullahi Farmajo, la delegazione ha avuto modo di interloquire con la First Lady somala, apparsa particolarmente colpita dal dispositivo brevettato dall’ingegnere di Pomigliano d’Arco, di recente premiato tra le cinque Startup vincitrici di un bando indetto dalla Regione Campania, nell’ambito della conferenza nazionale su sicurezza e legalità.
L’ingegnere Tahir ha quindi illustrato nel dettaglio alla First Lady somala il suo “Safe”: un dispositivo di sicurezza personale monitorato da una centrale operativa h24, composto da uno spray al peperoncino sotto l’ugello del quale è stata inserita una videocamera ad alta risoluzione. Un’innovazione nella quale l’ingegnere dal sangue somalo-napoletano ha fatto convergere le eccelse competenze acquisite al Bickenhall College of Computing di Londra, dove ha conseguito la laurea in ingegneria informatica, oltre a quelle contenute nel suo bagaglio umano, sviluppate grazie ad un’acuta sensibilità, ma anche attraverso le esperienze in materia di violenza di genere, ponendo un marcato accento sulle donne. Statistiche alla mano, l’ingegnere Tahir ha compreso che in tutto il mondo è in corso una perenne e dilagante mattanza che narra di donne uccise, violentate, mutilate solo perchè incapaci di difendersi. Un tema sofferto e sentito in tutto il pianeta quello della violenza sulle donne, a prescindere dalle etnie e dalle religioni, non solo il 25 novembre, la giornata mondiale incentrata su questo delicato tema, ma ogni singolo giorno.
L’Italia conta una vittima ogni 72 ore, ben più delicata e complessa la situazione in Somalia, dove l’abuso fisico, la violenza, la minaccia sessuale contro donne e bambini sono diventati una vera e propria “arma da guerra”.

46654929_10156671635188954_4126794540105334784_nEmozionato ed inorgoglito dal plauso della First Lady, Tahir, insieme agli altri imprenditori partecipanti all’incontro, si è poi ritrovato al cospetto del Presidente somalo che introdotti dall’ambasciatore Abdirahman Sheikh Issa Mohamed, hanno avuto modo di presentarsi, raccontare le loro storie, oltre all’impegno profuso attraverso il proprio lavoro, per poi stringergli la mano. Dal suo canto, il Presidente Abdullahi ha spiegato loro che gli incontri bilaterali tra due Paesi che per mezzo secolo hanno avuto un’amicizia forte e salda, gli hanno permesso di poter, dopo 30 anni di guerra civile, rinsaldare quell’amicizia. Il leader somalo ha infine sottolineato che la proprio la presenza a quell’incontro di Oliver Tahir, un somalo di origine, ma nato in Italia, può essere indicato come uno dei punti cardine in grado di consolidare quel ponte.

L’incontro con il Presidente della Repubblica Somala mi ha permesso di ritornare alle origini, – ha spiegato l’ingegnere Oliver Tahir – essere ricevuto perché di origini somale e soprattutto per aver dato lustro sia al mio paese di origine, la Somalia dunque, sia all’Italia, il paese in cui sono nato e dove vivo attualmente, mi ha reso orgoglioso e ha evidenziato la strada che il mio scopo mi sta consentendo di percorrere…

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