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Camorra Ponticelli: condannati 21 fedelissimi dei “Bodo”, ergastolo per Luigi De Micco ed Antonio De Martino

di / 0 Commenti / 1003 Visite / 27 dicembre, 2018

luigi-de-miccoNatale amaro per il clan De Micco. Dall’aula bunker del carcere di Poggioreale, pochi giorni prima di Natale, il giudice per le indagini preliminari ha letto la sentenza conclusiva del processo a carico dei 21 imputati della cosiddetta “cosca dei tatuati” di Ponticelli, arrestati nel 23 novembre del 2017.

Il sodalizio criminale nato nel quartiere della periferia orientale di Napoli, in seguito al declino del Clan Sarno, per volere di Marco De Micco, detto “Bodo”, grazie al supporto dei fratelli Salvatore e Luigi, seppe imporre la propria egemonia sul territorio in breve tempo ed attraverso una politica tanto feroce quanto sanguinaria che generò la morte di numerose figure-simbolo dei clan che cercarono di contrastarne l’ascesa, oltre a numerose altre azioni violente finalizzate ad intimorire gli imprenditori e i commercianti taglieggiati e ad ostentare l’egemonia territoriale.

Un’ascesa avviata da Marco De Micco, dapprima in veste di semplice pusher al soldo dei Cuccaro di Barra per poi divenire una costola di questi ultimi. Un esercito militarizzato e ben organizzato, quello capeggiato dai De Micco che ben presto riuscirono a colmare il vuoto di potere generato a Ponticelli dalla fine dell’era del clan Sarno.

In seguito alla carcerazione di Marco e Salvatore De Micco, le redini del clan passarono tra le mani del fratello Luigi, ritenuto “La mente ecomomica” del clan e destinatario di uno delle due condanne più pesanti comminate ai 21 imputati, tra capi e gregari, che hanno scelto tutti il rito abbreviato, beneficiando così dello sconto di un terzo della pena.

Due ergastoli: uno per Luigi De Micco, l’altro per Antonio De Martino, stimato essere il fedelissimo braccio destro della cosca dei tatuati. Un legame che ha portato la famiglia De Martino a capeggiare le fila del clan proprio in seguito agli arresti del novembre del 2017, con l’ordine di tenere in piedi la cosca dei tatuati e contrastare l’ascesa della “camorra emergente”, il clan originatosi a Napoli est grazie ad una serie di alleanze strategiche. Di recente, la polizia di Stato ha messo la firma su una brillante operazione che ha portato ad una serie di arresti che hanno decapitato anche il focolaio camorristico ancora contiguo ai De Micco.

Due ergastoli ed altre 19 condanne che oscillano tra i 4 anni e 4 mesi e i 30 anni di carcere per le figure-simbolo del clan che negli ultimi anni ha tenuto sotto scacco il quartiere Ponticelli. Accolta in toto l’impostazione accusatoria del pubblico ministero antimafia Antonella Fratello che ha sostenuto l’accusa in giudizio.

Il boss Luigi De Micco ha assistito alla lettura della sentenza che lo condannava all’ergastolo in video-conferenza essendo detenuto in regime di carcere duro. Antonio De Martino e Luigi De Micco sono stati condannati per l’omicidio di Salvatore Solla detto Totore ‘o sadico avvenuto pochi il 23 dicembre del 2016 nel Lotto O di Ponticelli. De Micco e De Martino sono stati indicati come mandanti del raid: decisero di punire Solla perché l’uomo, che gestiva una piazza di spaccio al Lotto 0 si era rifiutato di corrispondere ai De Micco una quota sugli affari illeciti gestiti in autonomia. Condannati anche i due esecutori materiali, ai quali però è stata comminata una pena più bassa: 30 anni sono stati disposti per Alessio Esposito e Davide Principe. Un omicidio completamente ricostruito grazie alle intercettazioni degli sms attraverso i quali i membri della cosca pianificarono l’agguato servendosi di telefoni usa e getta, ma anche beneficiando delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia.

Le altre condanne riguardano il reato di associazione di stampo mafioso. In alcuni casi è stata disposta la continuazione con vecchie sentenze per le quali è già intervenuta condanna. In questo processo il boss Luigi De Micco non è stato giudicato perché è stato condannato in altro procedimento per camorra. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra novanta giorni.

Di seguito, in ordine alfabetico, gli imputati e le rispettive condanne disposte dal gip:

Autore Antonio 8 anni
Borriello Giuseppe 8 anni e 4 mesi
Capasso Rocco 4 anni e 4 mesi
Carbone Lino 8 anni
Cocozza Moreno 16 anni e 8 mesi
De Bernardo Francesco 8 anni
De Martino Antonio ergastolo
De Martino Giuseppe 9 anni
De Micco Luigi ergastolo
Esposito Alessio 30 anni
Gentile Michele 10 anni e 8 mesi
Limatola Domenico 9 anni e 4 mesi
Napolitano Giuseppe 9 anni e 8 mesi
Ottaiano Giovanni 14 anni e 8 mesi
Pane Roberto 16 anni
Pizzo Nicola 8 anni
Principe Davide 30 anni
Riccardi Fabio 8 anni e 4 mesi
Scala Roberto 18 anni e 8 mesi
Scala Vincenzo 10 anni e 8 mesi
Sorrentino Gennaro 17 anni e 10 mesi

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