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Cardito, bimbo ucciso a botte, la confessione del patrigno: “avevano rotto il letto nuovo”

di / 0 Commenti / 1272 Visite / 29 gennaio, 2019

bambino-ucciso-1Continuano ad emergere inquietanti dettagli intorno all’omicidio del piccolo Giuseppe, di 7 anni, e al grave ferimento della sorellina di 8 anni, ora ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli. I due bambini sono stati brutalmente aggrediti dal patrigno, il compagno della madre, Tony Essoubti Badre, 24enne di Cardito, comune in provincia di Napoli, dove durante il pomeriggio di domenica 27 gennaio si è consumata l’inquietante sequenza che ha sconvolto l’intera comunità e ha portato centinaia di persone a riversarsi in strada, incredule nell’apprendere quanto fosse accaduto nell’appartamento in cui il 24enne viveva con la compagna e i due figli che la donna aveva avuto da una relazione precedente e la loro bambina di 4 anni rimasta illesa.

L’uomo è stato fermato formalmente dalla Procura di Napoli con l’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio per aver picchiato fino a uccidere Giuseppe di 7 anni e ferito gravemente la sorellina di 8, figli della sua compagna.

Dopo la testimonianza resa ai medici dell’ospedale Santobono di Napoli dalla bimba di 8 anni che ha spiegato che l’autore del pestaggio perpetrato anche ai danni del fratellino è suo padre – così la piccola chiama il compagno della madre – è giunta anche la confessione del 24enne.

I bambini sarebbero stati colpiti con calci e pugni dall’uomo perché giocando avevano rotto la sponda del lettino nuovo. «Avevamo fatto sacrifici per comprarlo e quando ho visto che cosa era successo mi sono infuriato», avrebbe detto l’uomo per tentare di giustificare la brutalità sfogata sui piccoli, secondo quanto riportano da diversi quotidiani locali.

La violenza è avvenuta all’interno di un appartamento nel centro storico dove la famiglia viveva. Il 24enne da qualche anno aveva una relazione con la mamma dei due bimbi, più grande di lui di sei anni. Gli agenti del commissariato di Afragola si erano recati nell’abitazione dopo essere stati avvertiti con una telefonata che parlava di una lite domestica in corso. I due sono stati portati subito in questura dove l’uomo, dopo una serie di accertamenti, è stato fermato per omicidio volontario.

Decisivo per procedere al fermo sarebbero state le parole della sorellina che agli agenti di polizia ha raccontato come il compagno della mamma si sarebbe accanito contro di lei e il fratellino colpendoli con calci e pugni, a più riprese, per poi uscire di casa e fare ritorno più tardi. La madre avrebbe invece riferito agli inquirenti di non essere presente al momento delle aggressioni.

La bambina ferita, intanto, non è in pericolo di vita, i medici hanno diagnosticato un «trauma cranio-facciale e contusioni multiple per il corpo da percosse». E’ vigile e cosciente, non ha deficit motori né lesioni d’organo, ha riportato il bollettino medico, ma viene monitorata costantemente. 

 

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