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Bimbo ucciso a Cardito: la ricostruzione del patrigno

di / 0 Commenti / 2425 Visite / 1 febbraio, 2019

tony_essobti_fbContinuano ad emergere dettagli agghiaccianti intorno alle circostanze in cui è maturata la morte del piccolo Giuseppe, durante il pomeriggio di domenica 27 gennaio in un appartamento di Cardito.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida di fermo, Tony Essoubti Badre, il 24enne compagno della madre del piccolo massacrato di botte, ha ammesso le sue responsabilità.

Il 24enne ha dichiarato di essere sotto effetti di stupefacenti quando si è scagliato contro i due minori: “Ho fumato diversi spinelli, come faccio ogni giorno. Poi ho perso la calma”. Una furia cieca scattata dopo le urla dei bambini in quella domenica pomeriggio, che avevano rotto il letto mentre stavano giocando. Il 24enne ha dichiarato davanti al giudice di non essersi reso conto subito della violenza usata.

Li ha presi prima a schiaffi, poi a pugni, ma loro continuavano ad urlare, così ha continuato ad infierire su di loro utilizzando la mazza della scopa. Azione, in prima battuta, negata dall’uomo che aveva dichiarato di essersi accanito sul piccolo Giuseppe e sulla sua sorellina a mani nude.

Il bimbo cercava di pararsi dai colpi inferti da Tony. “Smettila, ti prego”, avrebbe implorato sotto la tempesta di pugni e calci. Lui però ha infierito: dopo i colpi a mani nude, ha preso una mazza da scopa e l’ha percosso finché non è stato in silenzio.

Il giovane ha spiegato che la madre dei piccoli, Valentina Caso, era presente in casa al momento delle aggressioni e che ha cercato di fermarlo,  ma lui l’avrebbe allontanata dandole un morso alla testa. Dopo il pestaggio, il 24enne è andato in farmacia a comprare una pomata. I due hanno cercato di medicare i bambini tamponando le ferite e applicando, appunto, la pomata acquistata dall’uomo.

Intanto emergono i primi dettagli anche dall’esame sul corpo del piccolo ucciso. Emorragia interna o frattura della base cranica: queste le cause del decesso del piccolo Giuseppe. È morto lentamente, il piccolo di 6 anni, poteva salvarsi, se qualcuno avesse allertato tempestivamente i soccorsi.

Quando Giuseppe e Noemi hanno smesso di urlare, i due hanno provato a soccorrerli, ma con rimedi blandi. Il piccolo è stato raccolto dalla mamma, esanime a terra, mentre lui è sceso per andare a comprare una pomata in farmacia, e lo ha adagiato sul divano. Il bimbo piangeva, non riusciva a muoversi. Nessuno ha allertato il 118. Insieme al compagno, la Caso ha tamponato il sangue con uno strofinaccio e spalmato una pomata sul volto del figlio. Le cure domestiche sono andate avanti finché non è intervenuta la mamma di Tony che, resasi conto della gravità della situazione, ha chiamato i soccorsi, quando però era già troppo tardi ed erano trascorse quasi tre ore dal violento pestaggio.

Intanto è stata sospesa la potestà genitoriale a Felice Dorice e Valentina Caso, i due genitori del piccolo Giuseppe massacrato di botte dal patrigno, Tony Essobti, il 24enne attualmente detenuto nel carcere di Poggioreale con l’accusa di omicidio volontario.

In attesa dell’udienza per le bambine – la piccola coinvolta nel pestaggio che Valentina aveva avuto dalla precedente relazione con il Dorice e la figlia che invece aveva avuto con il 24enne autore del pestaggio – è stato nominato un tutore, poi verrà deciso chi si occuperà di loro definitivamente. Sarà necessario capire se i genitori siano o meno idonei al ruolo, altrimenti è possibile che vengano affidate ai nonni.

Intanto, il 24enne detenuto nel padiglione Avellino del carcere di Poggioreale, nell’ala del carcere con il più alto grado di sicurezza, è in isolamento. Appena entrato nell’istituto di pena napoletano ha ricevuto minacce da altri detenuti e il rischio per la sua incolumità è molto alto. Non è esclusa la possibilità di un trasferimento in un’altra struttura.

Ambulante di professione, Tony è nato in Italia da padre tunisino e madre italiana, alla quale fu tolto l’affidamento del figlio per problemi di alcolismo.

 

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