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VIDEO-Racket alla pizzeria De Matteo, arrestati 4 affiliati al clan Sibillo

by / 0 Comments / 128 View / 9 marzo, 2019

 

081439892-55d22138-99b5-4c15-a934-2e7a3ed5f40c Un altro sabato segnato da un successo delle forze dell’ordine, in virtù dei quattro arresti avvenuti all’alba di stamane, sabato 9 marzo, nel cuore del centro storico di Napoli.

Sette giorni dopo l’arresto del boss latitante Marco Di Lauroquattro presunti affiliati al clan Sibillo sono stati arrestati all’ alba dai Carabinieri. Ci sarebbe la loro firma sui raid a scopo estorsive ai danni di una delle rinomate pizzerie del centro storico partenopeo. 

I quattro giovani sono ritenuti gli eredi della “Paranza dei bambini”, sodalizio criminale capeggiato da Emanuele Sibillo nell’estate del 2015. In seguito alla morte del baby-boss, ucciso dai rivali del clan Buonerba in via Oronzo Costa, nei pressi di Castel Capuano, dove si era recato per una “stesa”, le redini del clan passarono tra le mani di suo fratello Pasquale Sibillo, arrestato dopo diversi mesi di latitanza dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli a Terni, dove aveva trovato ospitalità e protezione.

I militari del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un provvedimento della Direzione Distrettuale Antimafia (pm Celeste Carrano, Urbano Mozzillo e Francesco De Falco).

Secondo quanto emerso dalle indagini, da due anni i titolari della pizzeria Di Matteo ogni settimana erano costretti a corrispondere una somma di denaro agli emissari del clan.

Il 25 Febbraio scorso, il locale bersaglio di colpi di arma da fuoco.

La richiesta estorsiva, che era perpetuata da due anni,  aumentava in occasione delle principali festività ed era funzionale, oltre che ad imporre la supremazia del clan sul territorio, a sostenere i detenuti affiliati al clan e le loro famiglie.
Secondo quanto emerso dalle indagini, mandante dell’estorsione alla pizzeria Di Matteo sarebbe  Vincenzo Sibillo, padre dei baby boss Emanuele e Pasquale.
Nonostante ogni settimana gli emissari del clan riscuotessero puntualmente una somma di denaro, con l’avvicinarsi della Pasqua la cosca chiedeva più soldi. Proprio come generalmente accade a ferragosto e a Natale, oltre che a Pasqua, quindi alla vigilia delle più importanti festività, i clan camorristici “alzano il tiro” pretendendo di estorcere a commercianti ed imprenditori una somma superiore rispetto a quella abitualmente elargita. Per intimare “la preda” ad assecondare la richiesta, non di rado vengono compiuti raid ed atti intimidatori.
In quest’ottica si collocherebbe, dunque, l’azione compiuta la notte del 25 febbraio scorso, quando la saracinesca della pizzeria Di Matteo è stata crivellata di colpi.

Altri destinatari del decreto di fermo sono fedelissimi del clan, gli esattori che erano liberi di scorrazzare per il centro e chiedere il pizzo, come Giovanni Ingenito e Giovanni Matteo.

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