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Gianni Sasso: “il re leone” degli sport paraolimpici

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
8 Settembre, 2018
in In evidenza, News, Sport
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Gianni Sasso: “il re leone” degli sport paraolimpici
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1004583_623747970970463_114668356_nLa vita di Gianni Sasso scorge la luce ad Ischia, l’8 novembre del 1969.

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La storia di Gianni Sasso inizia all’età di 16 anni, quando è un giovane e promettentissimo calciatore, che si accinge ad intraprendere una rosea carriera, legittimata da eccelse doti tecniche ed animata dal viscerale amore che lo lega a questo sport, ma la sera del 31 marzo del 1986, mentre faceva ritorno a casa con il suo fraterno amico Gennaro, viene coinvolto in uno spaventoso incidente. Un auto, proveniente in senso contrario, impatta con la vespa su cui viaggiavano i due ragazzi, recidendo di netto l’arto sinistro di Gianni. Nei momenti successivi all’incidente, provando a rialzarsi, Gianni si rende conto di non avere più la gamba attaccata al corpo, ma la vede a terra, distante una quindicina di metri.

Il dolore è lancinante, accentuato dall’angosciante consapevolezza che il sogno di diventare un calciatore si è infranto su quell’asfalto.

Il ricovero d’urgenza, la sutura delle ferite e il decorso in ospedale hanno dei risvolti sorprendenti, nonostante la drammaticità della situazione. La forza che il padre gli ha sempre trasmesso, unita a quella di amici insostituibili che ancora oggi gli sono accanto, proiettano Gianni dalla disperazione alla voglia irrefrenabile di tornare a giocare a calcio, anche con una gamba sola: così è stato, così è e così sarà.

Gianni Sasso impara a giocare a calcio in una nuova condizione: con le stampelle.

La sua squadra vince numerosi tornei e lui conquista diversi titoli: capocannoniere, miglior giocatore ed è premiato più volte per i suoi spettacolari goal.

Tuttavia, il destino continua a tendergli scherzi maldestri.

Nel 1991 un nuovo incidente gli procura la frattura scomposta del braccio sinistro che, trattata chirurgicamente, non gli impedisce di continuare a giocare a calcio e correre con le stampelle. Questi sono gli anni in cui Gianni rafforza il carattere, nonostante le difficoltà derivanti dalla mancanza di un arto, ciò nonostante, non si preclude nulla: dallo sport ai viaggi, perennemente avvolto dal confortevole e rassicurante abbraccio dei familiari e degli amici.

Nel 2004 Gianni consegue il patentino di Allenatore di Calcio a 5, ma, l’amore viscerale che nutre per lo sport non si limita al calcio, piuttosto radica in lui il fervido desiderio di nuove sfide.

Il 2008 diviene, quindi, l’anno della “svolta sportiva”: lunghe settimane di preparazione sotto il sole cocente di Ischia ed un biglietto aereo con destinazione New York per partecipare alla maratona più famosa al mondo.
Il 2 novembre, Gianni inscena una maratona indimenticabile, corsa con le stampelle, terminata in 5 ore 5 minuti e 44 secondi, tempo che gli consente di incoronarsi primatista mondiale.

Le gesta dell’“ischitano senza una gamba” conquistano il mondo intero, l’interesse mediatico intorno a Gianni accresce e il meglio deve ancora venire.

L’anno successivo, infatti, sono ancora gli USA a fare da sfondo ad una nuova impresa: questa volta il palcoscenico è Chicago, l’ennesima maratona e un nuovo incredibile Record del Mondo: Gianni Sasso chiude gli oltre 42Km in 4 ore e 38 minuti, abbattendo di altri 27 minuti il primato da lui stesso detenuto.

La storia sportiva di Gianni decolla definitivamente, ma il destino avverso gli tira un nuovo brutto colpo.

Nel vivo della fase d’allenamento, in vista della maratona di Berlino, un auto tampona Gianni, mentre viaggia in motorino. La caduta gli procura una frattura bimalleolare del piede destro: l’operazione mette in seria discussione il suo futuro atletico, perché l’intervento introduce una vite tuttora presente nell’articolazione del piede.
Neanche questa volta Gianni demorde: dopo soli sette mesi dall’operazione, partecipa alla Maratona di Berlino, chiusa con un tempo finale di 4 ore e 45 minuti. Nessun record stavolta, il fondo bagnato lo fa scivolare diverse volte, ciò nonostante, Gianni si rialza, tutte le volte che cade e porta comunque al termine la sua gara.

Verso le ultime battute del 2011, in Gianni s’innesca una nuova scintilla, stavolta a cinque cerchi: le Olimpiadi di Londra dell’agosto 2012.

Questo sogno, tuttavia, viene celermente accantonato, nonostante gli estenuanti allenamenti ai quali Gianni si sottopone, suo malgrado, per problematiche legate alla logistica e alla mancanza di piste al Sud, ma soprattutto per le tempistiche, troppo strette per poter ipotizzare di partecipare alla competizione e conseguire un risultato apprezzabile.

Accantonata temporaneamente la bici, Gianni torna alla corsa, suo secondo amore, (il primo resta il calcio!) e decide, così, di prepararsi per l’ennesima maratona, stavolta quella di Amsterdam, con l’intento di provare a ridurre ulteriormente il record e così accade: 4 ore, 28 minuti e 38 secondi è il nuovo tempo stabilito da Gianni.

La stampa nazionale punta i riflettori sulla sua storia, umana e sportiva e l’eco delle sue imprese arriva al CSI (Centro Sportivo Italiano) che sta costituendo la Nazionale Italiana di Calcio Amputati che lo convoca “di diritto” ai primi stage e allenamenti.

Nel 2013 Gianni rispolvera il sogno Olimpico: stavolta dispone di tempo a sufficienza per prepararsi, in quanto mancano ancora due anni alle Olimpiadi di Rio, ma in quale disciplina si presenterà Gianni?

In Brasile sarà ammesso il Triathlon e nelle Paraolimpiadi, su distanze di 750mt. a nuoto, 20Km. in bici e 5Km di corsa, pertanto, si presenta un obiettivo alla portata di Gianni e “il Re leone” lo sta già confermando.

Il 12.05.2013, dopo una sola settimana di allenamento specifico, Gianni Sasso partecipa all’Ischia Sunset Triathlon arrivando 113° su 1333 partecipanti, chiudendo la gara con un tempo di 1ora 31minuti e 13 secondi.

Il viatico sembra giusto anche perché all’evento partecipano tutti atleti normodotati e lui se ne lascia ben 20 alle spalle!

La Federazione Italiana Triathlon si accorge del risultato, lo convoca per uno stage dove risulta essere il migliore, anche al cospetto di atleti che già praticavano la disciplina da tempo, pertanto lo recluta nella Nazionale Italiana agli Europei in Turchia.

Esattamente un mese dopo la sua prima esperienza nelle tre discipline, Gianni disputa il Campionato Europeo e vince la medaglia di bronzo!

Da lì è una escalation di miglioramenti fino a settembre dove vince il Titolo di Campione Italiano e conquista l’ottavo posto ai Mondiale di Londra (unico a correre con le stampelle e senza coefficiente di tempo a chi utilizzava la protesi, cosa che ci sarà, invece, a Rio2016).

Terminata la stagione di Triathlon, Gianni indossa di nuovo le scarpe da calcio!

La Nazionale Amputati ritorna in campo, c’è da preparare nuove sfide, definire i programmi, impegni e obbiettivi del 2014 con un pensiero unico nella testa: il Brasile!

E Napolitan ha scelto di seguire e narrare gli allenamenti e le gesta di Gianni, in vista della sua ennesima ed appassionante sfida, di sport e di vita.

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