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Processo Ruby: assoluzione in appello per Silvio Berlusconi.

by / 0 Comments / 59 View / 19 luglio, 2014

I giudici della seconda Sezione penale della Corte d’Appello di Milano hanno assolto Silvio Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby, per entrambi i capi di imputazione. Per i giudici il reato di concussione “non sussiste” mentre il reato di prostituzione minorile “non costituisce reato”.

Berlusconi-RubyBisogna attendere 90 giorni per conoscere le motivazioni che hanno spinto il collegio presieduto da Enrico Tranfa a ribaltare la sentenza di primo grado in cui l’ex premier era stato condannato a sette anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici.
Mentre si svolgeva l’udienza, l’ex premier era nella casa di riposo Sacra Famiglia a Cesano Boscone per la sua undicesima giornata di servizi sociali con i malati di Alzheimer, come prevede il percorso di affidamento in prova previsto dalla condanna definitiva per il caso Mediaset.
“Sono commosso, l’accusa era ingiusta e infamante”, ha commentato soddisfatto Berlusconi, che ha deciso di non rilasciare interviste ma di mettere nero su bianco quanto aveva da dire.

Nella nota diramata poche ore dopo il verdetto, oltre a ringraziare gli affetti più cari e tutti coloro che gli sono stati vicino in questi anni difficili, il leader di Forza Italia ha rivolto un pensiero alla Magistratura alla quale, ha detto,  “va un pensiero di rispetto”.
Puntuali e praticamente in tempo reale, le reazioni dei fedelissimi del premier alla notizia dell’assoluzione, che guardano ora al futuro del loro partito con maggiore serenità.

Anche Francesca Pascale, compagna del Cavaliere, non ha nascosto la sua soddisfazione per la sentenza. Questa la dichiarazione rilasciata a fanpage.it: “È il giorno più bello della mia vita, ho pianto come una bambina. Giustizia è fatta”.

Non sono mancate le reazioni dei partiti di area avversaria.

“È prevalso lo stato di diritto, e dopo tanto penare è stata riconosciuta la verità dei fatti”, ha dichiarato il senatore del Nuovo Centrodestra Renato Schifani.

Per il Pd, l’unica replica dei vertici del Partito Democratico arriva da Deborah Serracchiani: “Il nostro rispetto per le sentenze della magistratura non è uno slogan: vanno rispettate sempre, anche oggi. In questi anni abbiamo sempre coerentemente affermato che bisogna rispettare il lavoro dei magistrati e su questa linea continueremo a stare, perchè crediamo nello stato di diritto e nella separazione dei poteri”. Non commenta invece la sentenza Matteo Renzi.

Ironici i 5 stelle: «Berlusconi passa da 7 anni a 0, nel secondo appello…meglio della Germania», è il commento a sfondo calcistico del deputato Alessio Villarosa.

Fonte: Ansa, Quotidiano.net

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