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“Le baby gang dei vagoni”

di / 3 Commenti / 1020 Visite / 24 settembre, 2014

untitled (6)È la notizia di cronaca locale che ha maggiormente scosso gli animi negli ultimi tempi.

Ed è emersa grazie ad una denuncia de “Il Mattino” in seguito all’avvenuto pestaggio di un ragazzo da parte di una baby gang, all’interno della linea 1 della metropolitana di Napoli scaturito dalla semplice e legittima richiesta di lasciarlo passare per permettergli di scendere.

Una nuova testimonianza anonima è, infatti, giunta alla redazione della storica testata giornalistica partenopea, da parte di un altro ragazzo che per rafforzare la veridicità delle sue parole ha allegato anche una foto che palesa in maniera inequivocabile i segni del pestaggio subito.

Ancora una volta sulla metro, mentre era seduto accanto all’indifferenza degli altri passeggeri, ancora una volta ad usare violenza sono stati un gruppo di “bulletti”, quelli ai quali piace prendere d’assedio proprio stazioni e vagoni e che hanno agito per ammazzare la noia di un breve viaggio scandito da cori da stadio, senza una reale motivazione.

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Eppure, quello che accade lungo la lingua di ferri e rotaie che congiunge piazza Garibaldi e Piscinola, si verifica anche all’interno di treni e stazioni che da Porta Nolana si diramano fino al cuore dell’interland vesuviano.

Forse, in quest’ultimo caso, la totale assenza di vigilanza e di qualsiasi altra forma di controllo – in quanto nella maggior parte delle stazioni le biglietterie sono chiuse da svariati anni – lascia il campo totalmente libero a vandali e teppisti che possono disporre di stazioni, vagoni e passeggeri come meglio credono.

Chi usufruisce con discreta costanza dei servizi offerti dalla Circumvesuviana, di sicuro sa che, dal tardo pomeriggio in poi, è bene non stanziare nelle ultime carrozze dei treni in partenza, in quanto sede di “rave party” da parte di ragazzini che fumano spinelli, si strattonano tra loro, scassinano i treni e si divertono a prendere di mira extracomunitari o passeggeri comuni.

Impensabile, poi, risulta, al calar del sole, stanziare in talune “stazioni fantasma” della periferia: abbandonate, decrepite e fatiscenti, erte a fissa dimora di rom, mendicanti, tossici, ladruncoli, dove anche trattenersi sulla banchina in attesa del treno vuol dire esporsi ad un potenziale e palpabile fischio.

Terre di nessuno, in cui spadroneggiano disuso, degrado, delinquenza ed abbandono.

E non perché la Circumvesuviana è in deficit, piuttosto perché lo è la società contemporanea.

Pertanto, anche qui le baby gang agiscono indisturbate, al pari dei loro “colleghi” passeggeri delle metro, accompagnati dall’omertosa incapacità di opporsi e ribellarsi da parte dei cittadini comuni, perché, al cospetto di quei piccoli e disadattati ragazzini che si divertono ad emulare taluni personaggi – appartenenti alle fiction e/o alla vita reale – che ancorano la loro fede su prepotenze e minacce, forte e chiaro è il sentore, tra la gente perbene, di non immischiarsi per non inciampare in guai evitabili.

Eppure, basterebbe davvero poco.

Basterebbe che i tornelli delle biglietterie funzionassero e che vi fosse del personale a verificare che ciò accada, soprattutto negli orari in cui scatta il coprifuoco, quando, invece, nelle stazioni regna la solitudine.

Basterebbe verificare che tutti i passeggeri obliterino regolarmente il biglietto, provando, così, a rendere quantomeno la vita più difficile ai malintenzionati che di trucchetti ed espedienti per raggirare l’ostacolo ne hanno architettati a bizzeffe e conferire dignità e decoro a chi, invece e malgrado tutto, il biglietto continua a pagarlo ed obliterarlo.

Basterebbe ritornare a ricordarci di essere una società e comportarci come membri della stessa, perché in quei treni ci viaggiamo tutti e viaggiarci e basta è un primordiale ed imprescindibile diritto che appartiene a noi tutti.

3 Commenti

  1. Mi sembra discriminatorio porre il fatto che rom o mendicanti approfittino delle stazioni per chiedere l’elemosina o trovare riparo come un motivo di degrado; il problema sono gli irrispettosi come le baby gang qui citate, non le persone in difficoltà che cercano di campare come possono. Ciò detto, è tristemente vero, questi ragazzini sono tremendi e si lascia che siano tremendi senza proporre programmi di recupero ed educazione che gli diano un’alternativa a quella che, molto probabilmente, sarà una carriera di crimine e violenza da adulti. Ho fatto volontariato in una casa famiglia e se c’è una cosa di cui mi sono resa conto è che uno, molti operatori sociali sono i primi a guardarli dall’alto in basso e a trattarli come feccia umana senza impegnarsi ed avere pazienza con loro (compito difficilissimo, però è il tuo lavoro) e due, questi bambini starebbero molto meglio se fossero tolti ai genitori o dati in affido temporaneo, perché sono i loro genitori per primi che necessitano di una rieducazione, ma ovviamente la famiglia ‘naturale’ è sacrosanta e non si tocca per le istituzioni.

    Quanto alle baby gang, i casi peggiori li ho visti in cumana, roba veramente allucinante tra gente che nel migliore dei casi viene assalita verbalmente per nessun motivo, cori che si affacciano alle fermate per sfottere la gente sulla piattaforma e varie. La linea 1 è relativamente sicura tranne certi orari. L’anno scorso ci fu il caso delle studentesse dell’Orientale assalite da gruppi di ragazzini e anche lì, nessun aiuto o protezione dalle istituzioni.

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    • L’osservazione non voleva assolutamente essere discriminatoria, ma proprio per non cadere in quest’errore è giusto riportare la realtà dei fatti in maniera integrale e non si può legittimare che delle stazioni vengano tramutate in wc per senzatetto e rom, esattamente come non possono essere utilizzate come centri sociali da parte di drogati e baby gang.

      Luciana Esposito
  2. Spesso capita che quando si tirano in ballo rom o mendicanti o problemi legati ad altre etnie, si viene facilmente accreditati come discriminatori, razzisti od altro. Premesso che studio sociologia, e che la discriminazione mi è per natura lontana in quanto sono abituato ad avere una forte apertura mentale, mi riesce parimenti difficile negare l’evidenza dei fatti.
    Ho preso per circa 10 anni i mezzi in questione e di certo quello delle baby gang è un problema assolutamente prioritario e rilevante, figlio di fattori di cui parliamo e riparliamo periodicamente senza ahimè venirne a capo, ma non l’unico.
    Ignoranza, delinquenza, degrado, povertà, tutti elementi che ben sappiamo essere alla radice di tali fenomeni, e da questo assunto non c’è scappatoia. Ma di certo non si può parlare di atteggiamento discriminatorio quando qualcuno riporta che, oltre alle baby gang citate, siamo anche vittime dell’arroganza e dell’inciviltà che proviene da gente straniera.
    Sono sempre stato d’accordo ed incline ad una visione critica e razionale del problema, ma il perbenismo acuto non aiuta.
    Non so se vi rendete conto che si sta passando da un eccesso all’altro, oggi bisogna misurare ogni santa parola onde evitare di essere definiti razzisti etc etc, un tempo era nel verso opposto..ecco, forse dovremmo trovare una via di mezzo.
    In ogni caso solidarietà alle persone vittime di questi incidenti, sono davvero dispiaciuto per loro.

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