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La festa del sacrificio degli islamici napoletani

di / 0 Commenti / 159 Visite / 4 ottobre, 2014

111502807-b235687e-daf7-4267-85da-5201d15ff21aLa ʿīd al-aḍḥā, in arabo عيد لأضحى, ossia “festa del sacrificio” è la festa islamica celebrata ogni anno nel mese lunare di Dhū l Ḥijja, in cui ha luogo il pellegrinaggio canonico, detto Hajj.

Il sacrificio ordinato da Dio ad Abramo per metterlo alla prova è alla base del suddetto rituale islamico.

In tali giorni una norma islamica vieta qualsiasi tipo di ascesi e di digiuno, essendo considerati questi i “giorni della letizia”.

In teoria, nel giorno della ʿīd al-aḍḥā, i musulmani sacrificano come Abramo un animale che secondo la sharīʿa, deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelie, negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone, fino a sette. L’animale viene ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire, visto che per la legislazione biblica e coranica il sangue è impuro ed è quindi proibito mangiarne. La cerimonia dello sgozzamento avviene il giorno 10 o nei tre giorni seguenti, nel periodo di tempo ( waqt ) compreso fra la fine della preghiera del mattino e l’inizio della preghiera del pomeriggio. Viene sgozzato da un uomo, che deve essere in stato di purità legale ( ṭahāra ), pronunciando un takbīr, ovvero la formula: «Nel nome di Dio! Dio è il più grande».

La carne viene divisa preferibilmente in tre parti uguali, una delle quali va consumata subito tra i famigliari, mentre la seconda va conservata e consumata in seguito e la terza viene destinata ai poveri della comunità, che non hanno i mezzi economici per acquistarlo.

Per quanti non partecipino al rito del hajj, l’ʿīd al-aḍḥā inizia con una breve preghiera nella moschea, preceduta da un corale takbīr e seguita da un sermone (khuṭba). A tale insieme di cerimonie partecipano uomini e donne e spesso i bambini (che non avrebbero alcun obbligo a celebrare tale festa, essendone esonerati, non essendo ancora puberi) che, per l’occasione altamente festiva, usano indossare i loro migliori abiti.

Centinaia di fedeli dell’Islam hanno celebrato questa mattina a Napoli la “Festa del sacrificio” riunendosi in preghiera in due piazze della città.

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Le due comunità si sono date appuntamento in piazza Mancini e a Porta Nolana, destando fascino e curiosità tra passanti che hanno contemplato il rito fidato da due imam. Tra gli islamici, anche donne e bambini.

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