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“Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”

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1455962_562580223872231_3210098501419961345_n87 chili distribuiti in 1,82 cm, 33 anni e quel soprannome “possente”, “El Tanque” che tanto e bene sintetizza le caratteristiche da “uomo da aria di rigore” che impregnano quei muscoli: questo e ben altro è German Denis, un ex che a dispetto dei soli due anni trascorsi tra le braccia di Partenope è uno di quelli che Napoli non può e non sa dimenticare, soprattutto perché la porta azzurra è uno dei suoi bersagli preferiti e anche stasera lo ha confermato regalando ai tifosi bergamaschi, per l’ennesima volta, la gioia del “goal dell’ex”.

Di contro, sul fronte Napoli, 82 chili distribuiti in 1,84 cm, 27 anni da compiere ed un soprannome “El Pipita” che riguardo le caratteristiche dell’altro attaccante argentino presente in campo non svela nulla.

Allora ci pensa da solo Gonzalo Higuaín a palesare tutto il suo prodigioso talento confezionando un gol di rara beltà, frutto di un connubio perfetto tra tecnica, coordinazione, senso della posizione e precisione, utile, anche e soprattutto, a riportare il risultato in parità e rilanciare gli azzurri verso la vittoria.

Capita ancora a lui, proprio a lui, la più nitida opportunità per vincere la partita, a quel bambino di nome Gonzalo che appena tre giorni fa è uscito trionfante dal campo con il pallone che suggellava la tripletta siglata gelosamente stretto tra le mani e che di rigori nella sua vita ne avrà calciati un’infinità.

Proprio per questo Gonzalo sa che il talento non basta per essere certi di riuscire a segnare quando posizioni il pallone sul dischetto.

Un penalty è una lotteria, una variabile imprevedibile di casualità e combinazioni che concorrono a determinarne l’esito.

Sportiello para il rigore di Higuaín e il risultato finale è 1-1.

Stasera più che mai, vale la pena di ricordare che “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.

E Gonzalo, malgrado tutto, nonostante tutto, non è un “giocatore”, ma un “calciatore”.

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