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Imprenditore “amico” dei clan, sequestrati beni per 165 milioni di euro

di / 0 Commenti / 1110 Visite / 5 novembre, 2014

images2QERVOFCUna villa con piscina, una Ferrari, una Porsche.

È solo una minima parte dei beni sequestrati dai carabinieri di Napoli per 165 milioni di euro a un imprenditore in affari con i clan della provincia. Il decreto di sequestro emesso dal gip partenopeo riguarda 92 unità immobiliari, sedi aziendali, rapporti finanziari e bancari e società riconducibili ad un imprenditore campano indagato per estorsione e trasferimento fraudolento di beni in concorso con altre 9 persone.

L’indagine ha permesso ai militari del Nucleo Investigativo di castello di Cisterna di ricostruire il tenore di vita sproporzionato dell’imprenditore e di ricondurre a lui le numerose società sequestrate, risultate intestate a prestanome.

L’imprenditore Tommaso Filosa, di 49 anni, intratteneva rapporti economici con elementi di vertice di tre clan dell’area vesuviana: i Fabbrocino, i Sarno e gli Arlistico-Terracciano.

Complessivamente, oggi, a Filosa sono state sequestrate otto società tra Napoli e provincia, attive nei settori immobiliare, finanziario, sportivo e turistico-alberghiero; 35 rapporti bancari e finanziari; 92 immobili (tra i quali figurano ville e appartamenti di lusso, due centri sportivi e un hotel); numerosi veicoli, tra cui, per l’appunto, auto di lusso.

Gli investigatori dell’Arma, tra l’altro, hanno definito i contorni di un’estorsione messa in atto da Filosa per recuperare crediti nella quale ha coinvolto persone ritenute affiliate ai Fabbrocino.

Filosa, inoltre, di fronte a un provvedimento di interdizione antimafia emesso nei confronti di una delle società finite sotto sequestro, ha cercato di evitarne la confisca dei beni mettendo in piedi numerosi tentativi di alienazione.

 

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