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Minacce ad una studentessa del Liceo di San Sebastiano: “Se entri ti accoltello”

di / 2 Commenti / 2093 Visite / 30 novembre, 2014

liceo san sebastianoSan Sebastiano al Vesuvio rappresenta “il fiore all’occhiello” dei comuni dell’entroterra vesuviano, così come sensibilmente trapela dal suo stesso soprannome “la piccola Svizzera”.

Un comune raccolto, signorile, distinto, ordinato, sempre pulito e di rado chiassoso. Così viene dipinto il suddetto paesino ubicato ai piedi del Vesuvio nell’immaginario collettivo.

Forse, un tempo, erano linee e colori che trovavano tangibile riscontro nella realtà, tuttavia, da qualche tempo, su quella tela, vengono frequentemente inferte truculente pennellate di nero che creano un intenso e stonato contrasto con i tenui colori che demarcano quella sommessa realtà.

Una mutazione alla quale è andato prevedibilmente incontro, anche e soprattutto, il Liceo Scientifico “Salvatore di Giacomo”, istituto scolastico radicato nel cuore di San Sebastiano al Vesuvio, un tempo frequentato dai rampolli delle più rinomate famiglie del circondario, adesso forgiato a teatro di fin troppi incresciosi episodi.

Quanto denunciato di genitori di una studentessa dello stesso Liceo lo dimostra con inequivocabile crudezza.

La giovane, iscritta al primo anno di liceo, – secondo quanto dichiarato dai suoi genitori alle forze dell’ordine al momento della denuncia – sarebbe stata avvicinata da altri studenti e dissuasa con la forza a varcare i cancelli della scuola che imperversa in stato di sommossa ed agitazione, come la maggior parte degli istituti napoletani.

«Se entri ti accoltello».

Questo il monito del quale si sono avvalsi gli studenti più grandi per convincerla ad approvare e condividere il loro desiderio di sabotare le lezioni scolastiche.

Gli inquirenti, dopo aver ascoltato la ragazza, stanno lavorando all’identikit degli autori delle minacce delimitando le ricerche all’aria compresa tra San Sebastiano e Portici.

Una notizia che non stupisce né scandalizza la popolazione locale che racconta di adolescenti sempre più scriteriati, irrispettosi e violenti, contro tutto e tutti.

Stando a quanto dichiarato da chi quotidianamente si aggira intorno alle mura del liceo, rapine, liti, pestaggi, furti, atti di bullismo e “malefatte varie” sono all’ordine del giorno, complice soprattutto la fama della quale, appunto, gode “la piccola Svizzera”: ville secolari e palazzi lussureggianti abitati da famiglie benestanti e facoltose che guidano auto importanti, agghindati in abiti griffati.

Un boccone fin troppo appetibile per i “micro e macrocriminali” che stanziano in realtà ben più degradate e fin troppo vicine a San Sebastiano per non essere attratti dal “profumo di soldi facili”.

Eppure, gli abitanti di San Sebastiano, non raccontano solo storie di un paese “saccheggiato dai vandali”, ma anche e soprattutto di una quotidianità trafugata dai capricci dei “figli di papà” sempre più proiettati verso la pratica di condotte scriteriato ed indecorose.

2 Commenti

  1. Ottimo articolo, che riflette appieno la realtà, soprattutto quella nascosta, di alcuni dei comuni del Napoletano. Di quelli che sono ritenuti più agiati, ma che nascondono un substrato sociale assolutamente deviante e celato all'”ideale di perfezione”, per così dire, di una realtà che è quella comune a tante città che risiedono intorno a Napoli.
    Purtroppo non è un problema di ricchezza economica, ma un problema, volendolo dire in maniera scontata, di educazione.

    Soprattutto civica.

    Dove chi cerca di far funzionare le cose in maniera normale, civile, onesta viene spesso ostracizzato e messo da parte, a volte addirittura perseguitato.
    Non è un problema di cultura, è un problema di educazione, non solo di quelli che si comportano da bulli. Ma anche delle istituzioni che sembrano impotenti nel dissuadere tali comportamenti. E dai cittadini, che non sentendosi tutelati non riescono a fare passi in tal senso.

    Sono i miei 2 centesimi.

    Mister X

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  2. Gli ultimi articoli che si sono visti in giro riguardanti gli avvenimenti nel periodo di protesta da parte dei ragazzi di tutte le scuole dei comuni vesuviani hanno ben poca sostanza.
    Sono tutti caratterizzati da informazioni completamente travisate arricchite da aggettivi inutili.
    Si, mi riferisco a voi giornalisti della domenica imparate a scrivere testi VERI
    e non mi riferisco alle regole di scrittura statiche e formali ma al contenuto.
    Prima di incolpare studenti liceali di una minaccia a mano armata avrebbe dovuto informarsi meglio.. scoprendo che il reato è stato commesso da ragazzi ESTERNI ALL’ISTITUTO.
    Non intendo soffermarmi su questo preciso caso ma mi rivolgo a voi che scrivete su questi siti, per hobby o per lavoro e vi consiglio di occuparvi di ciò che vivete in prima persona cosi eviteremmo spiacevoli incomprensioni.
    Come reagirebbe se dopo essere uscita per una passegiata con sua figlia e magari averla rimproverata in seguito a un semplice capriccio tornasse a casa e navigando tranquillamente leggesse
    un articolo intitolato: ” Giovane madre umilia verbalmente la propria bambina in pubblico?”
    Rifletta.
    Un alunno del liceo.

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