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Il dolce del Re: il Babà

di / 0 Commenti / 274 Visite / 30 novembre, 2014

baba

Quando pensiamo alla tipicità della pasticceria napoletana, non possiamo fare a meno di annoverare l’immancabile protagonista delle famose “guantiere“: il Babà.

Il pranzo della domenica, non sarebbe lo stesso senza di lui.

Eppure, questo dolce, considerato tipico della tradizione partenopea, non è nato in Campania, tanto meno in Italia.

Il Babà arriva dalla Francia, precisamente dall’antico Ducato di Lorena.

Fu proprio qui che, nel 1735, dai capricci del Re Stanislao Leszczinski, nacque quello che, nella tradizione partenopea, diventa ” ‘o Babbà “.

Il Re, che avrebbe dovuto governare la Polonia,  fu detronizzato dal suocero, Luigi XV di Francia, che decise di affidargli il Ducato di Lorena (nel nord est della Francia).

Stanislao, amareggiato dall’ingiustizia, passava i suoi giorni studiando con filosofi e scienziati. Tanto che, mise a punto un programma di collaborazione internazionale e di integrazione europea: la prima versione della UE, a memoria d’uomo.

Tuttavia, l’ex monarca, sapeva di non avere alcuna possibilità di attuarlo, dato che era stato privato della sua corona.

Ciò, lo rendeva ancor più triste, per questo lo chef di corte aveva il dovere di servire, ogni giorno, sulla tavola del Re un bel dolce che, potesse risollevargli l’umore.

A quanto pare però, gli chef lorenesi, erano a corto di creatività e finivano con il servire sempre il solito “kugelhupf”, un dolce tipico di quel territorio che, non aveva un cattivo sapore ma, era “privo di personalità”, talmente asciutto che si appiccicava al palato.

Il re quindi, preferiva non mangiarlo.

Un giorno però, Stanislao, che aveva già bevuto vari bicchierini di rhum, si accorse di avere una gran voglia di un buon dolce. Perciò, quando il maggiordomo servì la solita porzione di “kugelhupf”, il Re lo scagliò con forza sul tavolo. Il piatto terminò la sua corsa contro la bottiglia di rhum, presente sul tavolo, che si rovesciò proprio sulla pietanza.

Sotto lo sguardo stupefatto della servitù, Stanislao sollevò il cucchiaino per assaggiare l’ibrido che si era materializzato sotto i suoi occhi.

Quello che provò il Re, possiamo immaginarlo tutti. Fu quello il momento in cui, per la prima volta l’uomo si trovò faccia a faccia con il Babà.

Alla casuale invenzione però, mancava un nome. Fu sempre il Re polacco, a battezzarlo. Il dolce, fu dedicato ad Alì Babà, protagonista del celebre racconto tratto da “ Le Mille e Una Notte”. Libro che il sovrano amava leggere e rileggere.

Inutile dire che, il dessert arrivò immediatamente a Parigi. Qui venne apprezzato ed esportato, successivamente, a Napoli,dove assunse la forma definitiva assai caratteristica (quella di un fungo).

E, da allora, il babà elesse Napoli come proprio domicilio.

Nella cucina napoletana esiste più d’un dolce che, per il suo buon sapore, potrebbe essere presentato ad un Re. Ma il babà è un caso particolare: è l’unico dolce ad essere nato dinanzi al Re.

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