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“I miti di Napoli”: Luisa Conte

di / 1 Commento / 609 Visite / 11 dicembre, 2014

foto41Tra i grandi nomi del teatro Italiano e del teatro partenopeo napoletano figura anche e soprattutto quello di Luisa Conte. Una donna piena di vita, un sorriso luminoso, carattere, grinta e una grande passione per il teatro fin da quando era adolescente.

La grande occasione arriva ben presto quando nel 1939 partì in tournée per il Sud America con Nino Veglia e proprio in quegli anni ebbe una grande fortuna: fu scritturata da Eduardo De Filippo.
Luisa Conte, grazie a Eduardo, recitò in Miseria e Nobiltà interpretando la parte di Bettina, inoltre, recitò anche in “Napoli Milionaria” interpretando Amalia.
Un altro importante tassello della sua carriera s’incastona nel 1958, quando incontra Nino Taranto, con il quale nacque non solo una solida amicizia, ma anche un grande feeling artistico che li portò a una riproposizione delle commedie dialettali di Raffaele Viviani.

Luisa Conte, successivamente, si era impegnata in prima persona nella direzione del Teatro Sannazaro. Dal 1971, insieme all’ ormai marito Nino Veglia, lavora intensamente per portare al massimo splendore il glorioso palcoscenico definito “ la bomboniera”. Riuscirono in questa impresa, dando dignità a quell’ antica istituzione definita come “na puteca fetente”.

Affetta da problemi cardiaci, fu colpita da un malore nel 1979 e successivamente sottoposta a un intervento nel 1982, Luisa affrontò quegli anni senza mai scoraggiarsi, senza mai lasciare il suo amato palcoscenico. Era la mattina del 1994 quando Luisa Conte, mentre era intenta a lavorare alla sua scrivania, tra progetti per il futuro e tanti impegni teatrali, fu colta da un malore, fece appena in tempo a rivolgersi alla nipote dicendo: “ ‘O vi ‘lloco, me gira a capa’ ” e subito dopo perse i sensi.

Luisa Conte morì all’ età di sessant’anni.

L’intera città di Napoli partecipò ai funerali dell’amatissima attrice per tributarle un ultimo e sentito saluto.

Ancora oggi il suo ricordo e il suo nome vivono grazie alla nipote che ha proseguito il cammino iniziato da lei intrapreso sul palcoscenico.

Un Commento

  1. credo che il caso di omonimia tra zia e nipote sia un errore di battitura 😉

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