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La Curia sospende il sacerdote pedofilo arrestato a Napoli

di / 0 Commenti / 89 Visite / 10 gennaio, 2015

PreteImmediato e tempestivo è giunto il provvedimento della curia, all’indomani dellepisodio di pedofilia avvenuto a Napoli, meno di 24 ore fa e che ha avuto per protagonista proprio un rappresentante del clero.

L’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Salvatore Nunnari, ha emesso un decreto di sospensione a divinis ed esonero dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale nei confronti di un sacerdote cinquantenne, Camillo Sessa, arrestato a Napoli per violenza sessuale su minori.

Il religioso è stato fermato dal nucleo tutela minori della polizia municipale all’interno di un internet point, sorpreso a guardare un film pornografico, mentre palpava le arti intime di un ragazzino.

Il Monsignore come rende noto un comunicato della curia, appresa la notizia «dell’arresto per l’ignobile delitto di pedofilia» si è raccolto in preghiera e dopo la sospensione a divinis ha informato le competenti autorità ecclesiastiche e la Congregazione della Fede.

L’arcivescovo di Cosenza, prosegue la nota, «esprime alla vittima di tale gesto brutale vicinanza ed affetto, alla famiglia piena solidarietà».

«Il sacerdote in oggetto, originario di Agrigento – afferma il presule nella nota – accolto ed ordinato dal mio predecessore, dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sé da qualche mese». L’Arcivescovo, conclude la nota, «dinanzi a questo ulteriore dolore arrecato alla nostra Chiesa implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori. Esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione».

Una vicenda amara che pone l’accento su una questione per troppo tempo maneggiata con eccessiva leggerezza da parte della Curia.

 

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