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Dalla targa di Berlinguer alla fontana di Monteoliveto: storie di vandalismo e rivalsa

di / 0 Commenti / 348 Visite / 29 gennaio, 2015

20150127_89179_finta1Conflittuale e contorto è il rapporto che intercorre tra Napoli, i suoi abitanti e le sculture che adornano e ricordano storia, lustro e credibilità.

In tal senso, due episodi avvenuti a distanza ravvicinata nel cuore pulsante del centro cittadino, ben personificano questo concetto, conferendogli pieno e corposo senso. La targa di largo Berlinguer, installata ed inaugurata in onore del segretario del Pci appena lo scorso dicembre, qualche giorno fa è stata rimossa dopo essere stata danneggiata. Il sindaco ha prontamente dichiarato guerra ai “profanatori di memorie” che si aggirano tra i vicoli della città, preannunciando la pulizia della toponomastica della città da presenze poco gradevoli.

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Di contro, esiste, invece, una parte attiva della cittadinanza, pronta letteralmente “a scendere in piazza” per conferire decoro e legittimo splendore a monumenti ed opere d’arte “sfregiate” da graffiti, vernice e scarabocchi.

L’iniziativa, ideata dai giovani di “Sii turista della tua città” rivolta a tutti i partenopei realmente intenzionati a fare qualcosa per la propria città, finalizzata a contribuire alla pulizia della fontana di Monteoliveto e divulgata attraverso i social, ha consentito di conferire l’originario splendore alla fontana che, ricoperta da disegni e scritte con vernice spray, faticava ad esibire il suo miglior biglietto da visita.

Una delegazione di cittadini, quindi, lo scorso sabato sera, si è riunita spontaneamente per dare luogo all’opera di ripulitura della fontana ubicata nel cuore del centro storico partenopeo. Senza inscenare proteste nei confronti delle istituzioni, senza attendere il supporto delle istituzioni.

Eppure, la logica impone che, adesso, spetta a chi di dovere far sì che il nuovo e più confacente status riacquisito dall’opera non venga nuovamente svilito e vandalizzato.

Tuttavia, come sovente accade, le più ovvie e scontate conclusioni che le circostanze inducono a trarre, talvolta, stentano a trovare effettivo riscontro nella realtà.

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“Nessuno può pensare di ripulire in maniera del tutto arbitraria un monumento senza l’autorizzazione e la competenza per farlo. Proprio per questo motivo noi del comitato Portosalvo, abbiamo chiesto l’intervento della soprintendenza per valutare gli eventuali danni causati dagli interventi di pulizia della fontana in piazza Monteoliveto”.

Queste le dichiarazioni giunte da parte di Antonio Pariante, presidente del comitato Portosalvo, che parla di segnalazione alle autorità competenti e nega di aver denunciato i ragazzi dell’associazione “Sii turista della tua città”. “Proprio questa mattina” continua Pariante, “i funzionari della soprintendenza hanno effettuato un primo sopralluogo da cui si evincerebbero danni causati dagli interventi di pulizia”. Nessuno scontro dunque, tra i due gruppi di volontari attivi sul territorio napoletano in difesa dei monumenti storici della città.

“Riteniamo che qualsiasi attività di pulizia sia sempre ben accetta, ma non può prescindere dai permessi previste dalla legge e che possono essere rilasciate solo dagli enti preposti a tutela dei beni culturali. Speriamo che situazioni del genere non si ripetano più in futuro perché i monumenti napoletani necessitano di cure e di tutela da parte di personale competente ed autorizzato”.

E, quindi, concludiamo sottoponendovi un quesito: è meglio una fontana “imbrattata” o ripulita da “personale non competente né autorizzato”?

 

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