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Lavoratori in rivolta nel napoletano

di / 0 Commenti / 72 Visite / 4 febbraio, 2015

20150131_sciopero_auchan_volla2È il giorno della protesta per i commercianti di Casalnuovo.

Stamani, alle 12 hanno calato le saracinesche dei loro negozi per sfilare in corteo lungo le vie cittadine fino a raggiungere la casa comunale dove protocollare una propria proposta.

“Siamo stati abbandonati, il commercio sta morendo e non ci sono risposte”, queste le accuse mosse dal presidente di una delle associazioni di categoria del territorio, Giovanni di Matteo. “Negli ultimi mesi – prosegue- abbiamo creato un consorzio, partecipato a tavoli istituzionali e portato idee, ma non abbiamo avuto risposte concrete. Nessun fondo speso per iniziative utili al rilancio del commercio locale. Molte attività hanno già chiuso, ed altre stanno per farlo. Ed ora con i cantieri aperti ed i lavori che proseguono a rilento la vicenda è ancora più drammatica”.

Il malcontento dei commercianti nasce dal fatto che la cittadina, attualmente ridotta a cantiere a cielo aperto per il completamento degli interventi del programma integrato urbano, proprio sul corso principale.

Un ulteriore handicap che si addiziona ai comprovati, consueti e famigerati problemi che di per sé non agevola il buon esito delle attività commerciali.

Innumerevoli i focolai di rivolta contemporaneamente insorti in punti diversi punti dell’hinterland napoletano. Mentre gli operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano stanno manifestando da stamane, a Roma, davanti al Quirinale, i 180 lavoratori della clinica Trusso di Ottaviano sono tornati a occupare la grande struttura sanitaria finita sull’orlo del fallimento.

I 59 dipendenti del supermercato Auchan a marchio Conad presso il centro commerciale “Le Ginestre” di Volla hanno fatto chiudere per sciopero l’impianto della grande distribuzione commerciale, fino a domenica, per protestare contro 30 licenziamenti che, se attuati, dimezzeranno l’organico.

Un coro di voci unanime alle quali si addiziona la vertenza dei lavoratori dei consorzi di bacino, rimasti da 30 mesi senza soldi e senza incarichi. Alle dieci uno di loro, Giovanni D’Errico, 47 anni, separato, una figlia, si è incatenato a un palo del municipio, all’interno dell’edificio.

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