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Iraq, la denuncia shock dell’Onu: bambini crocifissi e sepolti vivi

di / 0 Commenti / 271 Visite / 6 febbraio, 2015

iraqNon si sono ancora spente le voci sull’esecuzione del pilota giordano che già rimbalza agli onori della cronaca un dossier sulla guerra in Siria e Iraq, a cura dell’Onu.

“L’Isis uccide, tortura e violenta sistematicamente bambini e famiglie di gruppi minoritari dell’Iraq”, è quanto emerge dal rapporto dell’Onu pubblicato a Ginevra. Le vittime, inoltre, vengono crocifisse e sepolte ancora in vita e, in molti casi, scambiate come merce e addirittura utilizzati come kamikaze per compiere stragi grazie all’ingenuità di piccoli esseri umani. Non nuove sono le notizie che portano alla luce il reclutamento di bambini tra gli 8 e i 10 anni tra le truppe Isis, per essere addestrati al combattimento al fianco degli adulti.

Il comitato delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini chiede espressamente al governo iracheno il massimo impegno per la protezione dei bambini e delle loro famiglie. Il governo iracheno, da parte sua, chiede l’aumento della fornitura di armi per poter arginare il fenomeno Isis e ha anche affermato che si sta impegnando al massimo per poter fornire al suo esercito una preparazione adeguata al caso.

Purtroppo questi episodi non sono del tutto nuovi, è di poche settimane fa, infatti, la notizia dell’uccisione di 13 bambini iracheni la cui colpa sarebbe stata, secondo le leggi autoritarie dell’Isis, quella di guardare un incontro di calcio in tv. Le vittime furono massacrate a colpi di mitragliatrice in una piazza di Raqqa. I loro corpi privi di vita rimasero a lungo esposti all’orrore pubblico, poiché i genitori avevano rinunciato a portarli via per paura di una ritorsione nei loro confronti da parte delle forze del Califfato.

Nel frattempo, continua la rivendicazione della morte di Maaz Al Kassasbeh, arso vivo lo scorso gennaio. Le truppe aeree giordane colpiscono i quartieri custoditi dall’Isis e tornano in patria, a Karak, per “offrire un saluto alla famiglia del loro martire”, mantenendo la promessa di una reazione dura e repentina al terribile episodio. lnoltre, il governo giordano non esclude l’ipotesi di un invio di truppe speciali di terra.

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