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La storia di Mario: un bambino operato di tumore costretto a volare a Milano

di / 0 Commenti / 130 Visite / 20 febbraio, 2015

maninaNapoli- Mario, 19 mesi: un altro bambino sul quale incombe quella terribile malattia” che sta rovinando la vita di migliaia persone soprattutto in Campania. Quella malattia di cui non vorremmo sentir più parlare, ma che tragicamente si configura come “la malattia del nostro secolo“.

Per fortuna, questa storia lascia ancora presagire una sua felice risoluzione.  Al piccolo Mario è stato diagnosticato un tumore al cervello. Ha subito due operazioni nel periodo natalizio per eliminare la massa tumorale ed entrambe sono andate a buon fine. Il bambino, però, necessita di essere trasportato in un’ambulanza attrezzata per effettuare la radioterapia e la chemioterapia all’istituto Besta di Milano: un’operazione molto costosa, fin troppo per i genitori e i parenti del piccolo Infatti, la famiglia  ha chiesto alla Regione Campania un ausilio, visto che il padre di Mario è, attualmente, disoccupato.

Non chiediamo soldi, ma solo la sicurezza del bambino” dice la zia in un’ intervista e aggiunge che la Regione Campania non ha fondi per sostenere le spese, può finanziare solo trasferimenti all’Estero. Però, una soluzione dev’essere trovata: il piccolo Mario, entro venerdì 20 febbraio, dev’essere ricoverato a Milano. E ha bisogno del trasporto in un’ambulanza ben attrezzata, perché la sua è ” una forma recidivante”.

Ora il bambino è a casa con i genitori, ma deve tornare al Santobono per la pulizia del catetere e andare in cura dall’oculista perché” un’occhio ha perso molti gradi di vista“. Per ora, i genitori non hanno la gioia di poterlo vedere camminare, ma ” recupererà“. Per fortuna, la famiglia sta ricevendo aiuti dagli assistenti sociali, dallo zio e dalla parrocchia, che ha donato 500 euro per ulteriori spese da sostenere a Milano.

Affettuose le parole della zia:” il bambino reagisce e con la manina ci cerca, vuole venire in braccio, è un buon segno ci dicono“. Dunque, le speranze di guarigione ci sono e si realizzerebbero “in toto” se le Istituzioni fornissero una risposta concreta al caso del piccolo Mario.

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