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Serie A: il punto dopo la 25^ giornata

di / 0 Commenti / 21 Visite / 3 marzo, 2015

trasferimento

La grande attesa per il big-match della 25^ giornata, il ‘monday night’ all’Olimpico tra Roma Juventus, ha deluso in parte le aspettative di chi si aspettava un match dai ritmi alti e da grappoli di gol come accaduto all’andata: finisce 1-1 infatti tra giallorossi e bianconeri, un pareggio che va sicuramente bene alla squadra di Allegri che mantiene il distacco invariato a +9 ma che lascia l’amaro in bocca per come maturato; occasione persa, invece, per la squadra di Garcia che, a meno di catastrofici tracolli dei bianconeri, devono dire addio ai sogni di gloria.

Olimpico pieno, circa 60000 spettatori, ma il primo tempo è molto deludente da entrambe le parti: spenta la verve dei giallorossi, che non trovano in Totti, Pjanic Ljajic le sue fonti di gioco dando così vita facile alla retroguardia bianconera, disposta occasionalmente a 3 viste le assenze di Pirlo Pogba; primo tempo di attesa invece per la Juventus che rimane sulle sue e cerca di pungere in contropiede, andando vicina al gol in due occasioni: in una, Manolas si rifugia in angolo con la palla che esce di un soffio dallo specchio della porta, nell’altra Tevez calcia largo di destro. Secondo tempo che ricomincia sulla falsariga del primo tempo: Roma sconclusionata e Vidal, in contropiede, sfiora il vantaggio; vantaggio bianconero che arriva poco dopo: Torosidis, già ammonito, stende Vidal al limite dell’area e prende il secondo giallo e conseguente espulsione; dai 25 metri si presenta l’Apache che con un destro chirurgico, molto simile al tiro di Platini nella stessa porta di 32 anni, porta in vantaggio i suoi. Improvvisamente, così, la Roma si sveglia: fuori Totti De Rossi, i giallorossi cominciano a macinare gioco e al 78′ trovano il pareggio con Keita che insacca di testa su punizione dalla trequarti. L’Olimpico si infuoca e la Roma, con la velocità di Iturbe, cerca di impensierire la porta di Buffon ma ormai è tardi: finisce 1-1 e la Roma deve dire (quasi) addio allo Scudetto, ormai sulla strada di Torino, il quarto consecutivo.

 

In chiave-Champions, importantissime vittorie di Lazio Fiorentina che approfittano della caduta del Napoli a Torino per rimettersi in corsa per il terzo posto, e forse anche per il secondo, vista la distanza di 4 punti tra partenopei e capitolini: i biancocelesti sbancano il ‘Mapei Stadium’ per 0-3 contro un malconcio Sassuolo, privo di 3/4 dei suoi difensori titolari: grande primo tempo di Keita Balde che va più volte vicino al vantaggio, che arriva però alla fine del primo tempo con una prodezza di Felipe Anderson dai 20 metri su respinta della difesa neroverde; nel secondo tempo, il Sassuolo va vicinissimo al pareggio con Zaza che, innescato da Sansone, conclude su Marchetti ma è solo un’illusione: entrato in campo al posto di MauriKlose, dopo aver divorato due palle gol, alla terza non perdona e insacca di testa su perfetto suggerimento di Anderson; il Sassuolo si disunisce e così prende anche il terzo gol, con Parolo abile a ribadire in rete dopo un parapiglia nella difesa di casa.

Impresa della Fiorentina nella San Siro nerazzurra: finisce infatti 0-1 per i ragazzi di Montella, grazie alla rete del solito Salah, vero crack del mercato invernale: primo tempo avaro di grosse occasioni da entrambe le parti. Da registrare l’infortunio muscolare di Babacar che lascia il posto proprio all’egiziano: al 55′, la svolta del match. Su cross dalla sinistra di PasqualHandanovic smanaccia male: il primo ad arrivare sulla palla è proprio Salah che ribadisce in rete di sinistro. Qui comincia la grande sofferenza per i viola: dopo una grande occasione sprecata alta da Icardi, la Fiorentina rimane in 9 a causa degli infortuni di Tomovic Savic, avendo già finito i cambi. Vargas scala centrale in difesa e sono 13 minuti di sofferenza pura per i toscani: Palacio, ignorando Icardi solo in area di rigore, calcia su Neto e, in pieno recupero, lo stesso Neto smanaccia alto su colpo di testa dello stesso ‘Trenza’. Finisce così il match con una vittoria epica da parte della Fiorentina.

 

Importante vittoria della Sampdoria sul campo dell’Atalanta: i ragazzi di Colantuono partono bene e sfruttando l’iniziale sofferenza degli attaccanti blucerchiati, alza il suo raggio d’azione portandosi in vantaggio al 16′ con Stendardo, abile a spingere in porta un cross dalla sinistra di Dramè. I nerazzurri gestiscono bene il vantaggio e si va al riposo sull’1-0: i primi minuti della ripresa sono anch’essi favorevoli agli orobici, ispirati da Papu Gomez ma, come un fulmine a ciel sereno, ecco il pareggio doriano: improvvisamente si svegliano Muriel, Okaka ed Eto’o col colombiano che sfrutta un rimpallo per insaccare con un bellissimo sinistro al volo. L’Atalanta reagisce e si porta nuovamente vicinissima al vantaggio col ‘Tanque’ Denis, ma ecco le beffa: su conclusione centrale di Eto’o, Sportiello interviene male lasciando la porta completamente libera ad Okaka che insacca di destro. La partita è ormai compromessa e l’Atalanta non riesce a reagire: i blucerchiati portano così a casa 3 preziosissimi punti per la rincorsa all’Europa League, concludendo così un periodo difficile dal punto di vista dei risultati.

 

Gli altri risultati di giornata vedono la fondamentale vittoria dell’Hellas contro il Cagliari: veronesi subito in vantaggio col solito Luca Toni che insacca su assist dalla sinistra di Hallfredsson; i sardi non riescono a reagire a parte sporadiche occasioni e, a inizio ripresa, subiscono il raddoppio di Juanito Gomez che insacca di testa su punizione di Hallfredsson; la reazione del Cagliari è sterile e l’1-2 di Conti, su punizione, al 90′, serve solo per le statistiche: anche durante il recupero, infatti, il Cagliari non crea grosse occasioni a parte un tiro centrale di M’Poku e vede la salvezza sempre più lontana, mentre l’Hellas può temporaneamente respirare.

Al ‘Barbera‘ di Palermo, spettacolare pareggio tra i padroni di casa e l’Empoli, seppur il risultato finale, 0-0, sembri non indicare ciò: grande calcio e spettacolari azioni di entrambe le squadre per tutti i 90 minuti e, tutto sommato, pareggio giusto. Soliti spettacolari duetti tra Vazquez e Dybala che impensieriscono la retroguardia azzurra mentre, dall’altro lato, è Maccarone a più riprese a impensierire la porta di Sorrentino. Nel finale le occasioni più nitide: su lancio della propria difesa, Dybala manca di un soffio l’appuntamento col pallone che gli avrebbe permesso di superare Sepe in velocità e concludere a rete mentre, per l’Empoli, su assist dalla linea di fondo di Verdi, Mchedlidze, in scivolata e del tutto scoordinato, manda alto sulla traversa di sinistro con la porta completamente sguarnita.

A Cesena, invece, continua il sogno di acciuffare la salvezza da parte dei romagnoli che, con la rete di Rodriguez, stendono l’Udinese che, a seguito di un periodo non troppo felice, vede il proprio vantaggio sulla zona salvezza diminuire sempre più. Primo tempo in cui i padroni di casa trovano il tiro più volte con Defrel seppur non pericolosi; Udinese sterile in avanti per tutta la partita e così, a 14 dalla fine, il gol che decide la partita: Alejandro Rodriguez, da poco subentrato a Defrel, insacca di testa su perfetto suggerimento di Brienza e così può festeggiare.

 

Nel posticipo del sabato sera, scialbo 0-0 tra Chievo Verona e Milan: la squadra di Inzaghi continua nel suo momento difficile e non riesce a dare seguito alla vittoria casalinga dello scorso turno, mentre il Chievo può esser più soddisfatto del risultato, portando a casa un punto che nel contesto finale può risultare fondamentale. Primo tempo più di marca rossonera, con Destro vicino più volte al gol ma mai letale sotto porta; nella ripresa, appena entrato in campo, Honda sfodera un bolide dalla trequarti che colpisce in pieno la traversa ma il Milan finisce qui: nell’ultima mezz’ora, infatti, il Chievo si rende più volte pericoloso coi suoi attaccanti, in particolare Paloschi, trovando sulla sua strada interventi abbastanza importanti di Diego Lopez che salvano il risultato. Finisce così per 0-0 un brutto anticipo che rende sempre più traballante la panchina di Inzaghi.

 

 

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