Il nuovo modo di leggere Napoli

Napoli è “troppo” Napoli. I napoletani sono “troppo” napoletani

di / 0 Commenti / 363 Visite / 24 marzo, 2015

20150321_lungomareno_textInnumerevoli sono state le reazioni sortite dalla visita pastorale di Papa Francesco a Napoli.

Consensi, dissensi, spropositi.

Come prevedibilmente accade allorquando c’è da commentare un “evento di cartello”.

E, quando ad accogliere il suddetto evento è il capoluogo campano, puntualmente e prevedibilmente, l’atmosfera si carica di ulteriori ed aggiuntivi eccessi.

Non è vittimismo, piuttosto una reale presa di coscienza che trova continuo e sistematico riscontro nella realtà. E da tempo immemore, per giunta.

Un eccesso che, in un certo qual modo e per certi versi, ben personifica l’essenza della napoletanità.

“Napoli è troppo”: troppo caotica, troppo bella, troppo problematica, troppo paradisiaca.

“Napoli è troppo Napoli”.

“I napoletani sono troppo”: troppo accoglienti, troppo calorosi, troppo scaltri, troppo furbi, troppo generosi.

“Troppo napoletani”.

«Il Papa visita il paese della mafia» questo il titolo del «Goteborgs-Posten», un autorevole e quotato giornale svedese all’indomani della visita pastorale del pontefice a Napoli.

Già, “Napoli è troppo” vittima dei luoghi comuni, di quelle etichette che le vengono affibbiate anche quando negli spartiti in scena assumono il becero ruolo delle imbarazzanti note stonate.

Così viene dipinta e – di riflesso – presentata Napoli agli occhi degli stranieri, di quegli stranieri che non hanno mai affondato i piedi nelle radici di questa terra, ma, che tutte le volte che rilanciano “lo spot- Napoli: pizza, camorra e mandolino”, ingiuriosamente, la calpestano.

“Il merito” è di “quelli” come Antonio Polito, direttore del Corriere del Mezzogiorno ed ex parlamentare del Pd, che durante la diretta del TG1 per la visita del Papa a Napoli, ha rincarato la dose dichiarando che “I Meridionali sono una piaga infetta che affossa tutto il paese”.

Non è vittimismo, perché, come detto, “Napoli è troppo”.

Troppo tutto, perfino troppo abituata a tutto.

Napoli è “troppo” satura di “monnezza” e non quella relegata nei sacchetti, bensì quella che gronda da taluni infamanti ed ingiuriosi attacchi.

Napoli, in quanto capitale tacita del Meridione, ben personifica l’orgoglio e il senso di rivalsa che infervora l’anima di un popolo “troppo” stanco di subire, ma che incassa le folate di stolto razzismo che gli vengono vomitate addosso, con una signorile umiltà che di per sé rappresenta la più lungimirante delle repliche auspicabili.

 

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