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Le fontane napoletane ritornano a “zampillare bellezza”: via ai lavori di restauro

di / 0 Commenti / 286 Visite / 7 aprile, 2015

C:Usersprog1DesktopnapoliBase_2011_Clarification_MODELLO MoL’Osservatorio permanente per il Centro Storico – Sito UNESCO ha come scopo principale promuovere il recupero e la valorizzazione del Centro Storico e del sito UNESCO. Intende, inoltre, favorire e supportare processi formativi e partecipativi, anche coordinando i lavori  con le Municipalità, il Laboratorio Napoli e gli Assessori competenti, per lo sviluppo della cultura del paesaggio storico urbano.

L’Osservatorio nasce dall’esigenza di creare un centro storico “a misura” di cittadini e turisti, dove vivibilità e fruizione dei luoghi siano le parole d’ordine.
In quest’ottica è nata l’idea di istituire un organo con cui i cittadini e le associazioni possano prendersi cura del patrimonio custodito tra i vicoli dei Decumani.

Dell’Osservatorio permanente fanno parte: il sindaco Luigi de Magistris, la Consigliera Comunale e Presidente dell’Osservatorio Elena Coccia, i Presidenti della II, III e IV Municipalità Francesco Chirico, Giuliana Di Sarno eArmando Coppola, il Presidente Commissione Consiliare Welfare, Sanità e Pari opportunità Vincenzo Gallotto, il Presidente Commissione Consiliare Commissione Scuola e Istruzione Arnaldo Maurino, i Consiglieri ComunaliVincenzo Moretto, Gabriele Mundo, Carmine Sgambati, Francesco Vernetti.

Sono circa 400 le fontane nella città di Napoli che versano in uno stato non felice ed è desiderio vivo della signora Elena Coccia, far porre l’attenzione delle Istituzioni interessate al ripristino della loro bellezza ed importanza storica con opere di restauro.

Vedere l’acqua zampillare dalle fontane in una città è un forte segno di vitalità. L’esempio più nobile ci viene da una donazione fatta alla seconda Municipalità per il restauro della Fontana Formiello addossata a Palazzo Capuano nell’omonima Piazza, unitamente all’Edicola dedicata a San Gennaro. Così come per il restauro della Fontana del Carciofo a cura del Caffè Moreno.

 

Fontana-del-Formiello Fontana Formiello: fu eretta nel 1573 e in origine il nome era Fontana Reale con abbeveratoio. 

Il suo aspetto è una struttura architettonica in muratura, suddivisa in due ordini: in basso dove c’è la vasca, sono collocate tre maschere leonine dalla quali sgorga acqua, mentre nell’ordine superiore è posto lo stemma del viceré.

Nel 1582, complice uno dei tanti imprevedibili ma puntualissimi terremoti che hanno costellato la storia di Napoli, la fontana fu soggetta ad un importante intervento di restauro, commissionato dal Don Pedro Giron duca di Ossuna, che comportò la modifica della data sull’epigrafe.

La fontana fu poi smontata sul finire dell’Ottocento e collocata nei depositi comunali ma, nel 1930 fu ricostruita e isolata da una cancellata.

 

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Edicola di San Gennaro: è un’edicola sacra di Napoli, posta in piazza Enrico De Nicola in posizione pressoché centrale tra il Castel Capuano, la chiesa di Santa Caterina a Formiello e porta Capuana.

L’edicola con il busto di San Gennaro, fu voluta e pagata dalla deputazione del tesoro di San Gennaro come ringraziamento per la protezione accordata dal santo alla città in occasione di varie calamità.

L’opera fu progettata da Ferdinando Sanfelice mentre l’esecuzione delle sculture fu affidata nel 1706 a Lorenzo Vaccaro. Questi riuscì tuttavia a realizzare soltanto i due angioletti sul timpano, prima di essere assassinato l’anno seguente; i lavori furono completati dal figlio, Domenico Antonio Vaccaro che nel 1708 portò a termine il monumento scolpendo il busto di san Gennaro, dall’aspetto bonario, diverso da quello aristocratico che di solito gli si attribuiva.

 

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Fontana del Carciofo: è una delle fontane monumentali di Napoli, posta al centro dell’odierna piazza Trieste e Trento.

Fu Achille Lauro a volere la costruzione della fontana nel periodo della sua giunta comunale.

Nei primi piani del Comune al centro della piazza doveva essere posta la fontana di Monteoliveto, proveniente dall’omonima piazza, tuttavia nel 1955 il Consiglio Superiore delle Belle Arti bocciò l’ipotesi. La risposta del sindaco Lauro allora fu l’installazione di una fontana da lui donata alla città, appunto la fontana del Carciofo, inaugurata la sera del 29 aprile 1956. Lauro affidò l’incarico di progettazione della fontana agli ingegneri Carlo Comite, Mario Massari e Fedele Federico.

È composta da una vasta vasca circolare in cui cade l’acqua che zampilla dal centro di una floreale corolla (popolarmente, ” il Carciofo“, nomignolo con cui ancora viene definita la fontana).

 

La sensibilità dell’Amministrazione ha accolto le proposte e si attiverà per dare l’avvio alle opere di pulizia e di mantenimento per la salvaguardia della bellezza della nostra Città. Questo è un passo che precede il prendersi cura dei Monumenti, dei Portoni dei Palazzi storici e delle mura imbrattati e vandalizzati da chi ha lasciato un segno della propria inciviltà, distruggendo la bellezza del patrimonio partenopeo.

 

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