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Borghi da riscoprire: Aquara,perla cilentana

di / 0 Commenti / 234 Visite / 2 maggio, 2015

Aquara

A pochi chilometri dal traffico cittadino e dallo smog,nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano sorge Aquara un’oasi di pace e tranquillità dove i suoni più comuni sono il canto degli uccelli e il gorgoglio del fiume Calore,il fiume più pulito d’Europa che la attraversa da parte a parte.

L’acqua rappresenta una  risorsa preziosa per questo territorio, e con molta probabilità è  l’elemento originante di questo comune, che da essa trae ispirazione sia per il nome, Aquara infatti è un derivato di Aquarium,  ma anche per il simbolo del paese rappresentata da un’amazzone che regge, nelle mani, due idre: con una versa l’acqua mentre con l’altra regge un’iscrizione.

Nata come colonia greca, ha subito la donimazione di diversi popoli Etruschi,  Lucani e Sanniti,che nel corso dei secoli hanno influenzato il territorio e la popolazione.Passata sotto il dominio romano,divenne ducato sul finire del Medioevo insieme alla vicina Laurino.

Oltre alle bellezze naturalistiche tipiche del Parco Nazionale del Cilento e alle sue bontà enogastronomiche, Aquara deve la sua notorietà anche al suo Castello e alla Villa Romana che ne fanno un polo museale dall’alto valore storico e architettonico.

Il castello che risale al XII secolo cinto originariamente  da mura e torri fu successivamente adibito a palazzo baronale da Matteo Comite, signore di Aquara.Di grande fascino è il cortile con il suo portico finemente affrescato, e la fontana monumentale a forma di ventaglio costruita con la pietra locale. Nella parte settentrionale si possono ancora vedere i resti di un monumentale acquedotto, che portava l’acqua al Castello.

Palazzo_Baronale

La Villa Romana è invece situata  a Madonna del Piano.In stile rustico non è stata ancora portata interamente alla luce.Le ceramiche recuperate, contenitori per derrate alimentari, ceramiche da fuoco e da mensa, lucerne,hanno permesso di datare la villa  forse alla fine del I sec.a. C. Attualmente i materiali rinvenuti dagli scavi sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum.

 

 

 

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