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Allarme per caramelle e succhi di frutta all’acido tartarico sintetico

di / 0 Commenti / 259 Visite / 27 maggio, 2015

acidoCaramelle, succhi di frutta, ma anche pane, dolci, marmellata e soprattutto farmaci e latte per neonati, resi nocivi da un antiossidante ricavato dal benzene. Si tratta dell’Acido Tartarico sintetico, un economico quanto nocivo surrogato del comune Acido Tartarico, prodotto in Asia con anidride maleica, ricavata dall’ossidazione del benzene o dell’n-butano, attraverso fermentazione con un enzima geneticamente modificato.  

L’Acido Tartarico naturale, di cui l’Italia è primo produttore al Mondo, è ottenuto dai prodotti di scarto della spremitura dell’uva per il vino, ed è impiegato nell’industria alimentare come correttore di acidità. Un elemento naturale, che, in virtù del processo necessario alla sua fabbricazione, richiede un costo maggiore, rispetto a quello del suo corrispondente sintetico, dagli effetti tossici e cancerogeni.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Dario Dongo, esperto di diritto alimentare: ”L’acido tartarico è una sostanza estratta delle uve, da sempre impiegato nei dentifrici, i farmaci, il latte per neonati, le caramelle, le marmellate e i succhi di frutta, pane e dolci, nel vino. Ora però si è fatto strada sul mercato un acido tartarico sintetico, di provenienza asiatica, derivato dal benzene. Già nel 1977 studi dimostravano che si accumula nei reni portandoli a nefrosi e il Comitato scientifico dell’ Alimentazione umana ne aveva escluso l’utilizzo negli alimenti, in Europa, nel 1991. Ma i recenti regolamenti europei sull’utilizzo degli additivi negli alimenti non distinguono tra il naturale e il sintetico esponendoci al rischio”. Dongo ha poi sollecitato un intervento della legislazione Comunitaria a tutela della salute dei consumatori, aggiungendo ”Basti pensare che paradossalmente il regolamento UE 872/12, che non determina regole per il tartarico di sintesi negli alimenti, lo vieta invece negli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con gli alimenti, poiché ancora si basa su studi che risalgono a un’era anteriore”.

La notizia, divulgata da Great Italian Food Trade, un’associazione che promuove la qualità del cibo made in Italy, ha messo in allarme gli enti per la tutela dei consumatori. Tra le tante voci, a sollevarsi quella dell’eurodeputato Paolo De Castro, che ha presentato alla Commissione Europea un’interrogazione riguardante l‘Acido Tartarico: ”Ho chiesto ragguagli urgenti alla Commissione Agricoltura e sviluppo rurale di cui faccio parte siamo stati avvisati di questa situazione dalle filiere produttive e deve essere fatta chiarezza al più presto. E’ assolutamente necessario ed urgente che la Commissione Europea autorizzi ulteriori studi per esaminare innanzitutto il profilo di sicurezza dell’acido tartarico sintetico per poi valutare se questo non debba essere escluso quantomeno dagli usi alimentari e farmaceutici”. Senza contare, come ha affermato De Castro, la concorrenza sleale che danneggia le aziende europee produttrici di Acido Tartarico naturale, tra queste prima di tutto quelle italiane.

Una smania, quella di accumulare ricchezze, che non si fa scrupoli e che arriva a distruggere la vita altrui, con ogni sorta di diavoleria, purché sia mezzo si arricchimento.

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