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Napoli: 27enne maltrattata e costretta a prostituirsi dal compagno e dalla suocera

di / 0 Commenti / 125 Visite / 12 giugno, 2015

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Ventisette anni, disoccupata, maltrattata, picchiata e costretta a prostituirsi dal compagno e dalla madre di quest’ultimo. Questa è la terribile vicenda, portata alla luce dagli agenti della polizia municipale partenopea, che hanno denunciato i due aguzzini della donna con l‘accusa di violenza privata e induzione e sfruttamento della prostituzione.

Mediante minacce e percosse, il compagno e la suocera la costringevano a prostituirsi. E’ una storia agghiacciante, che vede protagonista una giovane donna 27enne napoletana, disoccupata, che dopo una lunga serie di violenze subite, ha trovato la forza e il coraggio finalmente di denunciare tutto agli agenti della Polizia Municipale. Madre e figlio, entrambi pregiudicati, sono stati così denunciati con l’accusa di violenza privata e induzione e sfruttamento della prostituzione.

Il compagno, già noto alle forze dell’ordine, è anche il padre di un bimbo, che la coppia ha avuto un anno fa. Il bambino, successivamente alla vicenda, è stato affidato a una casa famiglia, mentre La 27enne, è stata immediatamente affidata ad una struttura per donne maltrattate ed inserita nei programmi psicologici ed assistenziali che ne favoriranno il recupero emotivo ed il reinserimento sociale.

In seguito alla denuncia della donna, gli agenti hanno delineato un quadro familiare inquietante, fatto di soprusi e violenze quotidiane, che andavano avanti da mesi.

La 27enne ha denunciato alla municipale la sua situazione solo dopo un’aggressione subita da due prostitute in piazza Garibaldi, due prostitute probabilmente. Disperata, ha così confidato la sua vicenda personale agli agenti.

Subire violenza è qualcosa che accomuna ancora molte donne in tutto il mondo, il fenomeno è purtroppo in ascesa, e sempre più spesso gli artefici della violenza sono proprio le persone che dovrebbero proteggere: i compagni, mariti o fidanzati.

Questa triste vicenda rappresenta l’ennesimo caso, fortunatamente denunciato in tempo, ricordando che l’epilogo per questa donna poteva essere peggiore.

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