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La tradizione non va mai in vacanza

di / 0 Commenti / 113 Visite / 29 giugno, 2015

830x430xhotel_maronti_spiaggia_ischia_02.jpg.pagespeed.ic.Lk1lCkPPN0È lunedì d’estate. Anche se d’estate, è pur sempre un lunedì.

Un lunedì caldissimo, già dalle prime ore. Un lunedì spinoso, perché più vicino al dolce far nulla peculiare delle ferie di luglio, piuttosto che alla costretta fedeltà verso il dovere, più consona al mese di giugno.

Ma è pur sempre giugno, anche se si tratta delle ultime ed ingannevoli battute d’arresto.

Questo il clima che si respira ad Ischia, dove il sudore di chi è ligio al dovere si confonde tra gli accenti “stranieri”: quelli che scandiscono inconfondibilmente gli accenti tipici delle regioni settentrionali della nostra penisola, quelli più marcati dei tedeschi e quelli più romantici dal sapore inconfondibilmente francese.

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Shopping, scooter, souvenir, parei e sandali lavorati a mano. Si susseguono, si accavallano, s’intrecciano. Tra i pedoni, si fa spazio la banda musicale del paese, òer la gioia dei bambini che osservano la parata musicale con le bocche spalancate e gli occhi pregni di ammirato stupore. E i turisti con loro. Quello che nell’ordine naturale dei nostri costumi rappresenta una fervida e sentita forma di tradizione, ai loro occhi figura come un’ondata d’inconsueta trasgressione.

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Lo strascico di fascino che la banda seguita a trascinarsi dietro è talmente intenso da impedire alla curiosità di chiedersi “perché suonano” di avanzare.

La musica si dissolve tra i passi e le onde del mare.

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Già. Il mare.

Ogni mare, quando lambisce una terra, scrive una storia.

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“Sua”, unica, personale, intima, come il legame che intreccia con la terra che accarezza.

Mare verde, intenso, cristallino che spalanca le porte verso tante altre coste, tutte chiaramente visibili, tutte potenzialmente vicine.

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La quiete delle ore mattutine viene inaspettatamente e bruscamente interrotta da una sequenza di botti, sparati dal molo del porto, a ripetizione, disegnando una serie di panciute nuvole bianche.

“Così vuole la traduzione della festa di San Pietro”. Spiega la gente del posto ai turisti, per sfamarne la curiosità.

Già, la tradizione.

La tradizione non va mai in vacanza.

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