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Figlia anoressica? Il problema è nel rapporto col padre

di / 0 Commenti / 2675 Visite / 18 agosto, 2015

anorexia1-gifÈ interessante sapere quanto la figura paterna incida nella vita della figlia femmina soprattutto.

Il primo “maschio” di casa, il primo “fidanzatino” delle bambine, il primo a proteggerci può essere anche il primo a distruggerci. Dipende tutto dal rapporto che, sin dall’infanzia, instauriamo con questo genitore così determinante per la nostra crescita.

L’ultima ricerca sulle cause di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia dichiara addirittura che il padre ha gran parte di responsabilità in vicende gravi di questo genere.

Se alcuni pensavano che il problema principale fosse il rapporto con la mamma, adesso l’Australia ha smentito questa versione, attribuendo una delle “colpe” maggiori al papà.

Lo studio è stato presentato presso l’International Mental Health Conference a Surfers Paradise, dallo psicologo John Toussaint della Charles Sturt University: le donne a non amare il proprio corpo tanto da denutrirlo e mortificarlo in questo modo sarebbero quelle il cui padre è (o è stato) molto intrusivo e protettivo in maniera spropositata.

Un altro studio interessante a riguardo si trova sul sito www.equilibridinamici.it, in cui è presente un documento a cura di Manuela Di Giovanni intitolato proprio “La relazione padre-figlia nell’anoressia nervosa”.

Non tanto emulazione del fisico delle nuove modelle, quindi, né disagio nella compagnia di amici, né con lo specchio. O meglio, non primariamente. Il primo specchio con cui ci si confronta e da cui ci si considera spesso perdenti è quello del padre.

I vari blog “pro ana”, ossia a favore dell’anoressia, ormai virali in ogni angolo di internet, sicuramente non aiutano a uscire da questo circolo vizioso che spesso sfocia nella bulimia, altra piaga delle adolescenti, indebolite dal feeling con la figura genitoriale maschile.

D’altra parte, se il padre è introverso per carattere, non si sbilancerà mai nei complimenti di cui una figlia necessita, o nelle attenzioni “fisiche”, quali abbracci, carezze e varie dimostrazioni d’affetto. Magari il suo obiettivo principale sarà lavorare duro per garantirle il benessere economico, ma i soldi non sostituiscono altre cose…

Una figlia ha bisogno della vicinanza del padre che la faccia sentire femminile, nonostante l’educazione che il papà ha ricevuto da piccolo prevedesse una certa distanza tra genitori e figli che quindi cerca di emulare.

Grazie al confronto col padre, la ragazza forma la sua identità, ma importante è anche l’aspetto del rapporto tra i due genitori: quando il padre non rispetta la madre, di conseguenza neanche la figlia si sente rispettata; quando i baci e la fisicità non ci sono tra marito e moglie, neanche la figlia cercherà queste cose negli uomini e si creeranno continui disagi a catena, visibilmente presenti sul display della bilancia.

Per concludere, sappiamo tutti che il mestiere del genitore è tra i più difficili al mondo, ma un equilibrio tra il ruolo autorevole e quello giocherellone, presente e amorevole è indispensabile alla completa realizzazione della crescita, della femminilità e della sicurezza di sé delle piccole donne.

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