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Battipaglia: Dalla dipendenza dal gioco al furto.

di / 0 Commenti / 93 Visite / 3 settembre, 2015

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E’ stato arrestato ieri pomeriggio l’uomo che aveva perso tutto alle slot machine e cosí, oberato dai debiti, ha deciso di recuperare i soldi persi rapinando un compro oro, mediante una pistola finta.

E’ accaduto a Battipaglia, la vicenda che vede protagonista un 49enne. Il titolare del negozio, costretto, minacciato da una pistola a consegnare l’incasso ed alcuni monili in oro, lo aveva già riferito ai Carabinieri del Luogotenente Andrea Di Donato, che avevano avviato le indagini subito dopo l’episodio delittuoso: “non mi sembrava un rapinatore esperto per come si muoveva e per come impugnava la pistola”, aggiungendo un particolare non di poca rilevanza: “…nonostante il viso coperto mi sembrava però di averlo già visto tra i miei clienti….”. Aveva ragione.

Non a caso i carabinieri hanno esaminato meticolosamente l’elenco dei clienti del negozio e, dopo aver controllato l’alibi di quattro persone che corrispondevano alle fattezze fisiche del rapinatore, nel cuore della notte sono giunti al 49enne, protagonista della triste vicenda.

Vistosi scoperto, alle insistenti domande dei Carabinieri l’uomo non ha retto, è crollato raccontando le varie fasi della rapina e conducendo così gli uomini dell’Arma nel nascondiglio vicino casa dove aveva riposto la pistola ed i monili in oro che era riusciti ad arraffare.

Nei vari quotidiani locali si apprende inoltre che l’uomo, impiegato in un’azienda agricola, con moglie e padre di tre figli, ha perso il lavoro per la crisi del settore e ha tentato così la fortuna al gioco. Nel corso del tempo ha accumulato debiti di gioco che sperava di recuperare con la rapina, ha spiegato ai carabinieri che lo hanno arrestato. E’ stata dunque la disperazione a far commettere ad A.G. 49anni da Battipaglia, la rapina ad un compro oro del posto, nel tardo pomeriggio di martedì, non per questo sarà graziato dall’accusa che grava su di lui: rapina aggravata. Adesso è ai domiciliari in attesa del processo.

Il gioco d’azzardo è considerato come una vera e propria forma di dipendenza, alla stregua di quella da stupefacenti. L’allarme sociale sulle problematiche legate al gioco d’azzardo riflette la diffusa percezione della crescente gravità del problema. Assistiamo negli ultimi anni infatti a: una massiccia invasione di poker-machines, insieme alll’enorme crescita dell’offerta di possibilità legali di scommettere (lotto e super-enalotto, “gratta e vinci” , scommesse sull’ippica, centri scommesse della Snai ,) le quali alimentano le speranze illusorie  di molti , spesso economicamente disagiati, che tentano la fortuna nella speranza della vincita.

In realtà, sappiamo che il secondo tempo della speranza spesso si trasforma in delusione. Sviluppare una dipendenza al gioco d’azzardo non è una scelta, la dipendenza è qualcosa di inconscio e su cui non possiamo influire con la nostra forza di volontà soltanto. Per questo motivo la volontà di giocare di meno probabilmente non basterà da sola per riuscire nell’impresa, bensì, una volta che ci si rende conto di avere un problema sarà molto più facile risolverlo, e farsi aiutare da chi di competenza.

Sicuramente giocare permette al soggetto di sfuggire i problemi, alleviare sentimenti d’impotenza, colpa, ansia e depressione, ma bisogna tenere a mente che questo comportamento può trasformarsi in malattia: ovvero una condizione che il soggetto subisce e che lo priva di qualcosa, e talvolta lo travolge in guai ancor più seri, come nella vicenda avvenuta a Battipaglia.

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