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Nuovo MATRONATO della Fondazione Donnaregina alla mostra Francesco Fossati – FalseFriends

di / 0 Commenti / 147 Visite / 8 settembre, 2015

Orwell3_ridottaLa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato MATRONATO, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (aventi sede in una delle seguenti regioni italiane: Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna), che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alle mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

Il MATRONATO è stato conferito a FalseFriends, mostra di Francesco Fossati che sarà inaugurata sabato 12 settembre, dalle 17:30 alle 21:00, e resterà aperta al pubblico, su appuntamento, dal 14 settembre al 14 ottobre 2015 (Cantina Montone, via Parrelle, 149, Montoro, Avellino). In mostra l’artista presenta un’opera site specific permanente. L’evento è organizzato in collaborazione con “E Il Topo Artist-run Magazine” e Pro Civis Montoro, con il patrocinio morale della Città di Montoro e dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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FalseFriends è un’appendice di Fake History (2015), intervento d’arte pubblica realizzato in occasione del Forum Nazionale di Scultura Contemporanea di Carrara che è valso a Fossati il Primo Premio. A Carrara l’artista, durante il periodo di residenza presso i Laboratori Artistici Nicoli, ha realizzato e installato, su diversi edifici del centro storico, nove targhe commemorative. Le lapidi, in pietra bianca, narrano episodi falsi ma verosimili che hanno per protagonisti personalità della cultura come Oscar Wilde, George Orwell o Claude Monet, determinando un’installazione diffusa che resterà visibile a Carrara fino a metà settembre per assumere un’ulteriore conformazione a Bruxelles, dove sarà ricontestualizzata in Place du Luxembourg. L’intero progetto articola una riflessione simbolica relativa al rapporto di interdipendenza tra l’uomo e la storia: ogni targa di Fake History è una scultura di 50x80x3 centimetri che incarna una “fantasticheria corrotta” (un’atmosfera, un’ispirazione, un elemento sfuggente, eppure assertivo nella sua presenza), interdetta alla storiografia.

 

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