• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
domenica, 26 Aprile, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Davide Sannino: la storia che vive nel nome dell’Ipia di Ponticelli

Luciana Esposito di Luciana Esposito
27 Settembre, 2015
in Da Sud a Sud, In evidenza
2
Davide Sannino: la storia che vive nel nome dell’Ipia di Ponticelli
Share on FacebookShare on Twitter

untitledDavide Sannino, 19 anni, un diploma di odontotecnico e un altro per insegnare a suonare il pianoforte, conseguiti quello stesso anno, nel 1996.

ADVERTISEMENT

Ponticelli, quartiere della periferia est di Napoli è la roccaforte del clan Sarno, il cui bunker è collocato nel Rione De Gasperi. Il clan, giunto alla conquista del quartiere nel post-terremoto, per effetto del declino della Nuova Camorra Organizzata, negli anni ’90 vive il periodo più florido della sua storia.

Un venerdì sera di luglio, Davide festeggia in pizzeria con tre amici la fine degli esami per conseguire il diploma da odontotecnico. Luca, Davide, Michele e Luca: quattro compagni di scuola che dopo aver condiviso l’ansia per l’esame, vogliono godersi la gioia della conquista. Insieme. Una pizza, una birra, e poi quattro chiacchiere nei giardini in piazza a Massa di Somma, un piccolo paese ai piedi del Vesuvio. A mezzanotte la festa sfocia nel sangue quando sopraggiungono altri quattro ragazzi, pressoché loro coetanei, ma sopraffatti da un concetto malsano e ben più falsato di divertimento. A loro non bastano pizza, birra e due risate. Meglio un paio di scooter e un po’ di soldi rubati ai primi che capitano sotto tiro. E sotto tiro sono capitati Davide e i suoi amici. Un quattro contro quattro ad armi impari, perché i rapinatori hanno “il ferro”. Il motorino e la Vespa, i pochi spiccioli e gli orologi. Questo “il bottino di caccia”. Davide e i suoi amici erano stati costretti a consegnare tutto quello che avevano, sotto la temibile minaccia dell’arma. È successo tutto in pochi minuti. Proprio Davide è riuscito quasi ad evitare le botte indietreggiando di qualche passo. Pensava che a lui fosse andata meglio che agli altri, ma non voleva scappare. Anzi, si è fatto avanti quando ha visto che nella confusione le chiavi del ciclomotore erano cadute: si è piegato, ha avuto il tempo di raccoglierle e subito uno dei rapinatori, gliele ha strappate dalle mani. Lui continuava a tenere gli occhi fissi negli occhi dell’altro, ma era la paura a impedirgli di cambiare espressione. Già, Davide li aveva visti bene, li aveva guardati in faccia. Quello che impugnava la pistola, lo aveva guardato dritto negli occhi. Non aveva detto una parola: guardava. Guardava soltanto. E forse per questo il malvivente ha avuto paura. Si è sentito minacciato da quegli occhi fissi che, paradossalmente, hanno saputo incutergli paura, anche se quello armato era lui. Quegli occhi che lo scrutavano a fondo rappresentavano una minaccia da zittire ed, allora, a decretare l’epilogo della storia ci pensa lei: la pistola. Quel ragazzo si era impadronito di tutto, anche del motorino che non era neanche di Davide, dopo essere salito sul “Sì ” e aver dato il primo colpo di gas per andarsene si è fermato. E’ tornato da Davide e ha sparato per ucciderlo. Gli amici di Davide lo hanno visto compiere quel gesto con freddezza. Un colpo, uno solo, dritto alla tempia.

Non è morto subito, Davide. È rimasto attaccato per tre giorni ad una macchina che ha lasciato lentamente assopire le speranze dei suoi familiari, di chi lo conosceva, di chi gli voleva bene e di chi, semplicemente, ha sperato che non fosse il feroce braccio armato della criminalità ad avere la meglio.

Il suo cuore ha continuato a battere, in quella mesta stanza dell’ospedale Cardarelli, anche se i medici lo avevano già definito clinicamente morto.

Figlio di Antonio, un bidello che con lo stipendio da statale ha tirato su i suoi cinque figli, Davide era prossimo a partire per il servizio militare, aveva fatto domanda per farlo nei carabinieri.

Ironia del destino, pochi giorni dopo, sono proprio i carabinieri ad arrestare il suo assassino. Giorgio Reggio, 21 anni, professione muratore, una moglie e un figlio di pochi mesi e l’omicidio di un ragazzo pressoché suo coetaneo a macchiargli coscienza e fedina penale. Fisico asciutto e capelli rasati, lo hanno fermato all’alba mentre dormiva nella vecchia casa di uno zio, un rudere che con i parenti stava ristrutturando, e dove sarebbe dovuto andare ad abitare con la famiglia.

“Ma che diritto avete di essere tanto aggressivi e prepotenti?”: questa la frase che si era lasciato sfuggire Davide, mentre Reggio e i suoi complici se ne andavano con i motorini e gli orologi rubati. E, allora, Giorgio si è sentito offeso. Oltraggiato. E ha reagito con tutto il coraggio che gli consentiva quella pistola che stringeva tra le mani: sparando per uccidere. “Ho perso la testa… ha detto .. Mi è sembrato che volesse sfidarmi e ho perso la testa“: questa la frase che farfuglia per “legittimare” quell’omicidio.

Agli agenti che l’hanno tratto in arresto, ha confessato di pregare ininterrottamente da quella sera, affinché Dio salvasse la vita di Davide.

Invece il cuore di quel 19enne pieno di sogni e di vita, si è fermato alle sette della sera prima, dopo esser rimasto attaccato per tre giorni solo ad una macchina del reparto di rianimazione dell’ospedale Cardarelli.

Di lì a poco è stata ritrovata l’arma, seppellita nel giardino della sorella di Reggio e gli inquirenti hanno arrestato i suoi complici. Tutti incensurati, scevri da qualunque legame con la criminalità organizzata, quindi impossibilitati ad usufruire di “appoggi autorevoli” per sottrarsi alla cattura ed impedire all’esercito di uomini in divisa che ha fin da subito scandagliato l’hinterland vesuviano di risalire a loro. Per giunta, le organizzazioni criminali erano finanche indispettite dal “casino” generato da quei quattro balordi, le cui ricerche intralciavano i loro business. Quindi, i quattro, erano costretti a rifugiarsi presso le loro abitazioni, piuttosto che in quelle di parenti fidati, ma in realtà piccole come quelle che contornano la realtà dei paesi vesuviani, anche le mura hanno orecchie e quel colpo di pistola sparato alla nuca di quel giovane rappresenta uno di quei gesti che la gente perbene non sa coprire. Questo mix di combinazioni ha messo le forze dell’ordine in condizione di risalire in tempi lampo ai rapinatori e al killer di Davide.

Questa è la storia di Davide Sannino: il ragazzo che dà il nome all’Ipia di Ponticelli, l’istituto scolastico che lunedì prossimo, 28 settembre, accoglierà la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Tags: . napolidavide sanninodiploma odontotecnicoipiamassa di sommanapoli estperiferiapianoforteponticellirapinaSergio Mattarella
ADVERTISEMENT
Prec.

Nino Di Matteo: una vita che lotta tra la minaccia del tritolo e la voglia di combattere la mafia

Succ.

Catturato l’artefice del raid di Fuorigrotta. Mattarella in visita al capezzale dell’agente

Può interessarti

Ugo Russo, svolta nelle indagini: “fatale il colpo che lo ha colpito alla testa mentre fuggiva”
Cronaca

Omicidio Ugo Russo, in aula le conferme della perizia: “Colpi sparati in due fasi”

25 Aprile, 2026
Buon 25 aprile: le migliori frasi da inviare su WhatsApp
Da Sud a Sud

25 aprile a Napoli: eventi, cortei e musei gratis per la Festa della Liberazione

24 Aprile, 2026
Il nuovo linguaggio in codice della Camorra
Cronaca

Ponticelli, uno dei rivali dei De Micco ha pagato una tangente per conquistare “l’immunità”

24 Aprile, 2026
Ponticelli, gli attriti con il “gruppo di Volla”: un sequestro eclatante prima dell’omicidio Ascione
Cronaca

Ponticelli, gli attriti con il “gruppo di Volla”: un sequestro eclatante prima dell’omicidio Ascione

24 Aprile, 2026
Terrazza Calabritto festeggia 25 anni con un evento benefico
Da Sud a Sud

Terrazza Calabritto festeggia 25 anni con un evento benefico

24 Aprile, 2026
Ecco chi è “il carabiniere”
Da Sud a Sud

Napoli: Consegnate le ricompense ai militari dell’Arma dei Carabinieri

24 Aprile, 2026
Succ.
Catturato l’artefice del raid di Fuorigrotta. Mattarella in visita al capezzale dell’agente

Catturato l'artefice del raid di Fuorigrotta. Mattarella in visita al capezzale dell'agente

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

SUP river: la disciplina più adrenalinica del paddle che l’Italia non ha ancora scoperto

SUP river: la disciplina più adrenalinica del paddle che l’Italia non ha ancora scoperto

di Redazione Napolitan
26 Aprile, 2026
0

C'è qualcosa di antico nel rapporto tra l'uomo e il fiume. Qualcosa che precede qualsiasi sport, qualsiasi tecnica, qualsiasi attrezzatura....

Leggenda, storia e poesia che raccontano “la solennità” della pastiera

Dolci di primavera: le ricette di aprile tra tradizione napoletana e sapori di stagione

di Redazione Napolitan
25 Aprile, 2026
0

Aprile è il mese in cui la natura si risveglia davvero, portando sulle tavole una grande varietà di frutta fresca...

Spari ad aria compressa al corteo del 25 aprile a Roma: ferita una coppia dell’Anpi

Spari ad aria compressa al corteo del 25 aprile a Roma: ferita una coppia dell’Anpi

di Redazione Napolitan
25 Aprile, 2026
0

Paura nel pomeriggio del 25 aprile a Roma, dove una coppia iscritta all’ANPI è stata colpita da proiettili sparati con una pistola ad...

25 aprile tra tensioni e violenze: insulti alla Brigata Ebraica a Milano, aggressioni a Roma

25 aprile tra tensioni e violenze: insulti alla Brigata Ebraica a Milano, aggressioni a Roma

di Redazione Napolitan
25 Aprile, 2026
0

Le celebrazioni del Festa della Liberazione 2026 sono state segnate da tensioni e incidenti in diverse città italiane, in particolare a Milano e Roma, dove...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?