Il nuovo modo di leggere Napoli

Le emozioni e le contraddizioni della manifestazione degli studenti

di / 0 Commenti / 83 Visite / 9 ottobre, 2015

20151009_108526_st1Manifestazione si, manifestare sempre, anche se questo, per una nutrita percentuale di studenti, significa rimanere a poltrire nel letto e disporre di una motivazione utile per assentarsi dai banchi di scuola senza scontentare famiglia e docenti.

Manifestare perché ragazzi lo siamo stati tutti ed è facile ricordare di quanta e quale euforia fosse portatrice la tanto attesa “assenza autorizzata”.

La maggior parte degli studenti, puntualmente ignora le motivazioni per le quali migliaia di loro coetanei sono pronti a riversarsi in strada dietro uno striscione.

È accaduto anche stamane: sono scesi in strada ad urlare il loro “no” alla riforma della “buona scuola” gli studenti di Napoli.

Da piazza del Gesù al corso Garibaldi i giovani manifestanti hanno intonato cori ed esposto striscioni paralizzando il traffico, durante la marcia.

“Siamo i più forti e vogliamo farci sentire, “siamo noi la buona scuola. Non ci bocceranno e non faranno di noi quello che vorranno, daremo battaglia e manifesteremo sempre”: questi gli slogan che boccheggiano dal megafono.

Come talvolta accade, però, la protesta civile, ad un certo punto, è degenerata: in via Sanfelice ha avuto luogo il lancio di uova e vernice rossa. Nel mirino dei manifestanti la sede dell’agenzia di lavoro Manpower Due i cortei che hanno attraversato la città. L’altro, partito da piazza Mancini è giunto al Rione Sanità. Diversi petardi sono stati esplosi in varie zone del passaggio dei manifestanti. Alcuni, in particolare, sono stati lanciati in via Medina, nei pressi della Questura di Napoli.

Al cospetto di queste notizie, risulta facilmente intuibile perché la mamma, quando le veniva preannunciata l’imminente manifestazione, stroncava la conversazione affermando: “Ok, resta pure a casa a dormire, ma non andare a manifestare”.

 

Il tuo commento

Email (non sarà pubblicata)