Il nuovo modo di leggere Napoli

Quando lui ce lo vuole e lei no perché ce lo vuole con uno che non ce lo vuole!

di / 0 Commenti / 2154 Visite / 12 ottobre, 2015

cute-wink-smileyLa vita è una ruota e accade che il ciclico susseguirsi di sentimenti ed intenzioni destinate a non incontrarsi mai, frani, puntualmente nella vita di un uomo pronto a tutto pur di conquistare una lei che, per chiudere degnamente il cerchio, corre dietro ad un lui che non se la fila neanche di striscio. Si potrebbe andare avanti all’infinito perché, come canta la Pausini “la gente s’innamora sempre di chi non s’innamora mai” ed è questo il vero motore che aziona il verso in cui gira il mondo, ma ci limiteremo a studiare il semplice e classico caso di un trio qualunque composto da un lui che muore per una lei che, a sua volta, muore per un lui che non ricambia il suo “like”.

Già, i social e la tecnologia, in termini d’interazione tra i due sessi, o meglio in materia di posteggia, giocano un ruolo determinante.

Lui parte spedito e attende con la pazienza certosina confacente solo e soltanto al più affamato dei cacciatori che lei sganci un segno vitale/virtuale: la pubblicazione di uno stato su facebook, ad esempio. Il predatore affamato, commenta con puntuale accondiscendenza qualsiasi cosa scriva la sua adorata preda, sfociando in sdolcinati apprezzamenti e non si lascia scoraggiare dal fatto che lei risponda a tutti, proprio a tutti, tranne che a lui. Non contento del risultato nullo conseguito, non appena l’appetibile preda aggiorna l’immagine del profilo, sgancia una mitragliata di apprezzamenti e parte anche con l’attacco in conversazione privata: “se tu fossi la guerra io partirei volontario!”: esordisce così, in maniera più che spedita, ci crede e intende lottare fino all’ultima emoticon pur di portare a casa il risultato. Lei, in conversazione di gruppo con le amiche, manifesta la presenza del corteggiatore: “Marò, m’ha contattat’ o malesser’!!! Quant’è brutt’, ma che vò??? Ma quant’ c’ mett’ a capì ca nun vogl’ fa cart’???” seguono sfottò e parodie varie da parte del gruppo d’ascolto, mentre, lei continua a monitorare costantemente il profilo facebook di lui, di quel lui per il quale il suo cuore “squacquarea” pronta a rilevarne in tempo reale un nuovo aggiornamento: “Oilloc’, oilloc’!!! Ha cambiato l’immagine del profilo!!!… mmmmmh… comm’è frisc’!!!” segue una cascata di emoticon capodannesche da parte delle amiche. “Marò… ha messo la foto con il braccio intostato per far vedere il muscolo…. Aspetto che arriva a 7-8 “mi piace” e poi metto il mio… è troppo sgamato se sono la prima. Ma comm’ s’ chiamm’ ‘o muscol’ e int’ ‘o bracc’??? Bicipite??? E tricipite sta int’ a cosc’, giusto???”

“Ignoranteeeee!!! – replica l’amica tuttologa – bicipite int’ ‘o bracc’ destr’ e tricipite int’ ‘o sinistr’!!! O sann’ pur’ e criatur’ e l’asil’!!!”

“Oooooh, ma io in geografia nun so maje jut’ bon’!!! Allora gli mando questo messaggio: come stai bello con tutto il tricipite da fuori!!!! Vabbuò???” seguono emoticon di applausi scroscianti, bombe a mano, mitra, proiettili e pistole che non sentenziano l’esecuzione dell’adone, ma l’approvazione dello sciame all’invio del messaggio menzionato.

Passa qualche minuto e per la preda tramutatasi in cacciatrice spietata inizia una straziante agonia: “ha visualizzato, ma non vedo comparire “le palline” – il segnale che preannuncia che la persona coinvolta nella conversazione sta elaborando la risposta – che faccio???”

Le amiche celermente esortano alla calma, minimizzando la situazione, ma dentro ciascuna di loro cova la consapevolezza che “iss’ nun vò fa cart’!” allora, per distogliere quell’ignara vittima di una posteggia non andata a buon fine dalla cocente delusione che aleggia nell’aria, le amiche improvvisano un’uscita: “Jà, jammece a fa nu gir’ ‘ncopp’ o cors’, mi devo comprare il rossetto fluo, mi è finito…”

Così riescono a tirarsela dietro, ma, imperterrita, lei continua a monitorare il cellulare, in attesa di quel tanto atteso messaggio.

La casella, in effetti, nel bel mezzo della passeggiata, nel cuore del corso, “s’illumina di rosso”, segnalando un nuovo messaggio da leggere. Urla, saltelli, spasmi, virtuosismi vari ed improbabili accompagnano l’apertura della busta virtuale ed introducono un sonora delusione.

“E passà nient’!!!! È ‘o malesser’!!!”

Già, lui, il cacciatore pazzo di lei che sguazza nella stessa lancinante attesa che, di contro, logora lei, per merito dell’altro lui.

“Risp.”: secco, diretto, incisivo ed essenziale, il nostro cacciatore solitario rivendica l’attenzione della sua preda, ma lei, noncurante dell’analogia tra pena inferta e patita, continua ad andare avanti per la sua strada e di lì a poco s’imbatte nella scoperta: il suo adone avvinghiato come un polipo ad una sagoma snella, coronata da una lunga e folta capigliatura nera, avvolta in un sobrio pantalone in pelle nera che esibisce vistosi orecchini a forma cerchio.

Per tamponare immediatamente la ferita d’amore, le amiche sganciano garze imbevute d’insulti rivolti alla lei di turno: “Marò, c’ha cumbinat’!!! ‘O cerchio vicin’ a recchia s’ arricord’ e tiemp’ e Moira Orfei!!!!” e ancora: “e pecchè ‘o cazon’ e pell’ nun s’arricord’ e tiemp’ e Sandy int’ a “Grease”!??!”

A seguire, partono commenti ed osservazioni volte a sminuire la virilità dell’artefice di quella malefatte che per ovvi motivi di decenza vi risparmiamo. Allora, lei, animata da uno scatto d’orgoglio, esclama: “M’aggia vendicà subit’!!! M’aggia fa verè cu n’at’! L’aggia fa schiattà…. co malesser’ no però, mi ha illusa… mi ha fatto credere che m’er’ rispost’ iss’…. L’agg’ schifat’… mò m’ho scancell’ pur acopp’ a facebook!!!”

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