• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 29 Luglio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Il sogno di Emanuele Sibillo: diventare giornalista

Luciana Esposito di Luciana Esposito
15 Ottobre, 2015
in In evidenza
0
Il sogno di Emanuele Sibillo: diventare giornalista
Share on FacebookShare on Twitter

20150704_sibilloAvrebbe compiuto 20 anni tra qualche giorno, il prossimo 31 ottobre Emanuele Sibillo, il giovane a capo della cosiddetta “paranza dei bimbi”, se non fosse stato raggiunto da quel colpo alla schiena, durante la sera del 2 luglio a Forcella, in quella via Oronzio Costa roccaforte della “paranza dei capelloni”, ovvero, i rivali del clan Buonerba. Quella sera, insieme a lui, c’era quasi sicuramente suo fratello Lino, oltre che una folta rappresentanza della paranza dei baby-camorristi di cui Emanuele era a capo.

ADVERTISEMENT

Latitante dal 9 giugno, da quando la Procura aveva sferrato un sonoro colpo ai clan Giuliano-Brunetti-Sibillo, Emanuele, quella sera era convinto di tornare nel centro storico per prendersi una rivincita: qualcuno degli affiliati scampati alla retata aveva deciso di alzare la testa e di non pagare più la «rata» settimanale per gli introiti della vendita della droga nella zona dei Tribunali.

E non è tutto, Emanuele doveva anche vendicare uno schiaffo subìto dopo il ferimento di tre ragazzini qualche giorno prima.

La decisione di abbandonare il bunker del Rione Conocal, nel quartiere Ponticelli, roccaforte del clan D’Amico, in cui il capo dei baby-camorristi si era rifugiato beneficiando della protezione della “paranza di fravulella”, si è rivelata fatale per Emanuele, inconsapevole del fatto che tra i suoi giovani affiliati si covava un “traditore” pronto a “fare la soffiata” a quelli del clan Buonerba che, pertanto, quella notte, avvisati tempestivamente dell’imminente “visita” del giovane Sibillo hanno avuto tutto il tempo necessario per pianificare l’agguato.

Vengono così stroncate la vita e le velleità di Emanuele che non ha sempre covato “desideri criminali”, anzi. Frugando nel passato dell’ex capo della paranza dei bimbi emerge il passato che non t’aspetti. Quello che descrive Emanuele come un ragazzo solare, pacato e pieno di vita, innamorato del mondo della comunicazione. Al giovane piaceva tanto stare dietro la telecamera, intervistare, parlare con la gente. Una passione scoperta quando era stato nella comunità residenziale “Il Ponte” di Nisida, dove aveva scontato un lieve reato. Durante la sua permanenza a Nisida aveva iniziato a collaborare con “Un po’ di noi”, il periodico della comunità ed è in quel periodo che ha coltivato il sogno di diventare giornalista.

“La camorra è un sistema abbastanza complesso dove comanda esclusivamente la legge del più forte che fa da padrone. I camorristi sono devi veri imprenditori, sono anche molto bravi a nascondere la ‘propria identità’. Ormai l’illegalità è da anni radicata, abbatterla appare impossibile e bisogna essere molto bravi ad allontanarsi da certi contesti criminali”: è così che lo stesso Emanuele descriveva la camorra, in un articolo scritto nel 2012, sul numero di novembre del giornale della comunità. Emanuele non immaginava che sarebbe stata proprio quella camorra così “radicata” ad ammazzarlo in una sera d’estate, appena 3 anni dopo la pubblicazione di quell’articolo.

Su quello stesso numero di “Un po’ di noi” Emanuele ha raccontato la sua esperienza in comunità:

 

Mi chiamo Emanuele, ho 17 anni e sono qui in comunità da 10 mesi. Un lungo periodo, ma allo stesso tempo assai breve (è volato). Fra trenta giorni il mio percorso sarà terminato. Questa è stata un’esperienza che mi ha aiutato a riflettere, ma soprattutto a maturare! Oggi posso dire di sentirmi più responsabile e poco ingenuo rispetto al passato. Grazie al rapporto che ho stabilito con gli operatori, sono riuscito a vedere oltre alla vita che facevo prima e sono riuscito a capire che si può vivere anche onestamente. Quando uscirò porterò con me tante cose belle che mi sono state trasmesse da persone che veramente mi vogliono bene e sono riuscite a capirmi. Ora mi resta solo un mese da “scontare”, cercherò di trascorrerlo nel miglior modo possibile, poi mi rimetterò di nuovo a contatto con il mondo esterno e solo così potrò rendermi conto se realmente sono cambiato. Quando andrò via sarò di sicuro contento ma allo stesso tempo mi dispiacerà non poco lasciare persone che veramente mi sono state vicino e mi hanno aiutato a riflettere e a “maturare”. Ma di certo tornerò a trovare e salutare tutte loro. In me questa esperienza ha lasciato un segno indelebile. Nel profondo del mio cuore, so di essermi mentito e di aver pagato le mie colpe con la massima umiltà senza aver cercato mai di barattare la mia pena. Nell’attesa della mia “liberazione” cerco di essere sempre sereno ed ottimista. Spero con tutto il cuore di aver lasciato qualcosa di buono alle persone che mi hanno accompagnato in questo percorso e che hanno compreso i miei valori e soprattutto i miei sentimenti. (Emanuele Sibillo)

 

Tags: . napoliarticolocarcere minorileclan buonerbaclan d'amcoemanuele sibilloforcellafravulellail ponteNisidaparanza dei bimbipasquale sibilloponticellirione conocalvia oronzio costa
ADVERTISEMENT
Prec.

La canzone napoletana emigra a Milano!

Succ.

Benevento: città messa in ginocchio dall’alluvione

Può interessarti

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione
Cronaca

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione

29 Luglio, 2026
Omicidio del giornalista Luca Esposito: al via gli accertamenti sui telefoni per fare luce sul movente
Cronaca

Omicidio del giornalista Luca Esposito: al via gli accertamenti sui telefoni per fare luce sul movente

28 Luglio, 2026
Strage del bus sull’A16, tredici anni fa il più grave incidente stradale della storia d’Italia: 40 vittime precipitate dal viadotto Acqualonga
Cronaca

Strage del bus sull’A16, tredici anni fa il più grave incidente stradale della storia d’Italia: 40 vittime precipitate dal viadotto Acqualonga

28 Luglio, 2026
Ponticelli: il peso della camorra sull’economia del quartiere
Cronaca

Ponticelli: il peso della camorra sull’economia del quartiere

28 Luglio, 2026
Obesità, in aumento il numero di adolescenti e bambini obesi o in sovrappeso
In evidenza

Obesità infantile, la BBC punta i riflettori su Ponticelli: «Qui uno dei record più alti d’Europa»

28 Luglio, 2026
Giornalista ucciso e poi bruciato nel salernitano
Cronaca

Omicidio del giornalista Luca Esposito, il gip dispone il carcere per il 26enne accusato del delitto

27 Luglio, 2026
Succ.
Benevento: città messa in ginocchio dall’alluvione

Benevento: città messa in ginocchio dall'alluvione

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Quanto caldo si può sopportare senza rischiare danni alla salute?

Protezione Civile Campania, da giovedì 30 luglio torna il grande caldo: nuova ondata di calore per 72 ore

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

La tregua è già finita. Da domani, giovedì 30 luglio, la Campania dovrà fare nuovamente i conti con un'intensa ondata...

Partite Iva: arriva la cassa integrazione per i lavoratori autonomi

Reddito di Inclusione Campania: come funziona, chi può richiederlo e quali sono i requisiti

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Il Reddito di Inclusione della Regione Campania rappresenta una misura di sostegno economico pensata per aiutare le famiglie in condizioni...

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione

Grumo Nevano, quel calcio che racconta la deriva di una generazione

di Luciana Esposito
29 Luglio, 2026
0

Ci sono episodi di cronaca che durano il tempo di un titolo e poi ce ne sono altri che, pur...

Grumo Nevano, sangue in piazza davanti agli occhi di una bambina: 70enne preso a calci al volto durante una rissa, arrestato un 18enne per tentato omicidio

Grumo Nevano, sangue in piazza davanti agli occhi di una bambina: 70enne preso a calci al volto durante una rissa, arrestato un 18enne per tentato omicidio

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Una lite nata per motivi ancora in fase di accertamento, degenerata in pochi istanti in una violenza brutale. È accaduto...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?