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Scampia: “Hanno sparato a uno”

di / 0 Commenti / 148 Visite / 24 ottobre, 2015

Omcidio%20generica“Hanno sparato a uno.”

“Dove?”

“A Scampia.”

“Ah… pure là stanno iniziando a sparare di nuovo!?… E chi era?”

“Boh, non si sa ancora…”

“Ma era uno buono o nu “malament’”?”

“Se muori ucciso (giustiziato in un agguato di camorra) difficilmente sei un buono…”

È l’Ansa più antica e diffusa tra il popolo napoletano: è così che viene diramata ufficialmente tra vicoli e caos cittadino, un notizia come quella che ha squarciato il pomeriggio di ieri: Raffaele Stravato, 39 anni, pregiudicato, è stato assassinato nel pomeriggio di ieri, raggiunto da diversi colpi di pistola.

Si torna a sparare, ancora sangue scorre tra le strade della periferia partenopea. L’agguato si è consumato in via dell’Abbondanza, tra i quartieri di Marinella e Scampia. Il cadavere è stato trovato all’interno del cortile di uno stabile della zona. L’uomo, con precedenti per rapina e droga era residente a Scampia.

La dinamica dell’agguato non lascia spazio ai dubbi: si tratta di un agguato di matrice camorristica.

Gli agenti indagano sui collegamenti dell’uomo con gli esponenti dei clan locali che detengono il controllo del traffico e dello spaccio di droga. Non si esclude, infatti, che l’uomo potrebbe essere stato eliminato nell’ambito di un regolamento di conti tra gruppi criminali rivali.

Gli artefici dell’agguato sarebbero almeno due, anche se in virtù dei labili elementi a disposizione degli inquirenti è difficile ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Per rimettere ogni tassello al proprio posto, le forze dell’ordine puntano sui testimoni oculari. Difatti hanno interrogato diverse persone durante la giornata di ieri.

“No, io non ho visto niente…. Dormivo”… “No, non ho sentito niente, avranno usato il silenziatore”: ma questa è un’altra storia, introdotta da un altro copione e regolamentata da ben altre dinamiche.

Cambia l’identità dei cadaveri e le motivazioni che ne hanno decretato la morte, ma certe cose, certe altre cose no, davvero non cambiano mai.

Questa è la più grande fortuna della camorra.

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