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Metodo Stamina: prosciolto Davide Vannoni

di / 0 Commenti / 140 Visite / 28 ottobre, 2015

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Sono trascorsi otto anni, di conseguenza è scattata la prescrizione del reato. Si chiude così il processo a carico dell’esponente principale del metodo Stamina, Davide Vannoni, per tentata truffa ai danni della Regione Piemonte per un finanziamento di 500mila euro, prima concesso e poi ritirato.

Il giudice Arata ha recepito così l’impostazione dei difensori di Vannoni, Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo, secondo cui il tentativo di truffa ai danni della Regione Piemonte si sarebbe consumato nel 2007, all’atto della richiesta, e non nel 2008. Il patron della Stamina Foundation non era in aula a Torino per la pronuncia della sentenza.

Questa sentenza – hanno dichiarato i due legali – non arriva inattesa. Eravamo convinti che il reato fosse ampiamente prescritto e che, comunque, Vannoni non avesse mai avuto intenzione di compiere alcun tentativo di truffa nei confronti della Regione Piemonte”. Mentre il pm Giancarlo Avenati Bassi aveva chiesto una condanna a due anni.

Il metodo Stamina è «un’enorme truffa scientifica». Lo aveva definito così il gup torinese Potito Giorgio, nelle motivazioni della condanna a sei mesi di Carlo Tomino, componente dell’Aifa, e a due anni di Marcello La Rosa, ex socio di Davide Vannoni. «L’attività – aveva scritto il gup – si è sempre svolta al di fuori dalla normativa vigente». Vannoni, nello stesso procedimento, aveva patteggiato e con lui altri sei imputati, mentre i medici degli Spedali Civili di Brescia, sono andranno a processo con rito ordinario nel giugno 2016.

Ad oggi i suoi legali Liborio Cataliotti e Pasquale Scrivo hanno annunciato che il loro assistito rinuncia al ricorso in Cassazione. “È la prova“, hanno affermato, “che per lui si tratta di un capitolo concluso e che l’esperienza del metodo Stamina in Italia è finita. Si tratta di una vicenda che lascia ancora molte ferite aperte, ma su cui dovrà giudicare la storia”.

Parole che fanno capire che, con tutta la probabilità, la sperimentazione continuerà, anche se non in Italia; forse all’estero, in Paesi dove le leggi lo permettono.

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