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“Lunedì, mi lasciasti in quell’angolo così…”

by / 0 Comments / 653 View / 2 novembre, 2015

816HyJPs+7L._SX450_È il 1993 quando Pino Daniele confeziona “Che Dio ti benedica”, il suo quindicesimo album.

Un disco che si distacca dalle sonorità degli anni 70/80, evidenziando una vocazione e una timbrica prettamente pop, pur mantenendo la tipica impronta armonica che rappresenta il biglietto da visita della musicalità di Pino Daniele.

Un album all’interno del quale il Nero a metà incastona una serie di autentiche e pregevoli perle musicali. Sicily, Mal di te: sono alcuni degli esempi più eloquenti della metamorfosi alla quale vanno incontro sentimento ed emozioni quando si convertono in musica, accordi e parole. Ci pensa la voce soffusa di Pino Daniele ad avvolgere il tutto in un velo di inebriante magia.

“Che Di ti benedica” è anche e soprattutto l’album di Allora si: una favola musicale imbastita in una melodia dolce e dal retrogusto malinconico, tra le cui pieghe si scorgono frammenti di vita reale, di emozioni e sentimenti reali.

“Lunedì,

mi lasciasti in quell’angolo così

gli occhi fissi sulle tue parole

non ti serbo rancore, ora.

Lunedì,

mi tenevi stretto fra i libri di scuola

fra i palazzi vecchi di questa città

che mi dà emozione, ancora.

E allora sì

che vale ‘a pena e vivere e suffri’

e allora sì

che vale ‘a pena e crescere e capi’

credere ancora all’amore

farsi portare un po’ di più

oppure è tutta suggestione questa vita.

questa vita

Lunedì,

cerco Enrico ma Enrico non si trova

forse è a casa oppure in autostrada ancora

noi che corriamo troppo in questa solitudine.

E allora sì

che vale ‘a pena e vivere e suffri’

e allora sì

che vale ‘a pena e crescere e capi’

credere ancora all’amore

farsi portare un po’ di più

oppure è tutta suggestione questa vita

questa vita”

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