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Il MADRE si prepara ad accogliere il talento di BORIS MIKHAILOV

di / 0 Commenti / 85 Visite / 6 novembre, 2015

1Boris_Mikhailov By the groundOrganizzata dal museo Madre in collaborazione con Incontri Internazionali d’Arte e Polo museale della Campania, Villa Pignatelli-Casa della fotografia, io non sono io è la prima mostra dedicata da un’istituzione pubblica italiana a Boris Mikhailov (Kharkov, 1938), insieme alla retrospettiva che, nell’autunno del 2015, è stata dedicata all’artista da Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino.

Mikhailov è uno dei più autorevoli fotografi contemporanei. Nato in Ucraina, la sua ricerca – avviata negli anni Sessanta mentre lavora come ingegnere in una fabbrica – verrà ripetutamente boicottata dal regime sovietico. Nelle sue serie fotografiche Mikhailov affronta una molteplicità di temi, indagando i profondi, radicali, e spesso traumatici cambiamenti che hanno investito, e ancora oggi investono, il suo paese natale. L’artista stesso ha dichiarato: “Ritengo che il fenomeno che sto raccontando al mondo sia, nella sua essenza, sia al contempo post-comunista che postsovietico. La Russia è sempre stata un luogo di cataclismi sociali e ha continuato ad esserlo, ovviamente, per tutto il ventesimo secolo”.

Boris Mikhailov 034

Ma, per traslato, la disintegrazione sociale conseguente alla fine dell’Unione Sovietica, sia in termini di strutture comunitarie e condizioni di vita che di ripercussione sulla coscienza dei singoli, assurge nelle immagini di Mikhailov a una valenza universale in grado di dare rappresentazione all’identità contemporanea nella sua frammentazione fra inclusione ed esclusione, progresso e emarginazione, identità e sradicamento, stanzialità e migrazione, divenendo testimonianza di una dignità insopprimibile così come delle comuni radici etiche di ogni essere umano.

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In occasione della mostra sarà disponibile un nuovo libro d’artista, la più estensiva pubblicazione dedicata ad oggi alla ricerca di Mikhailov, edito da Camera-Centro Italiano per la Fotografia di Torino e Walther Koenig Verlag, con il supporto del museo Madre.

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