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Partiti i lavori di messa in sicurezza al Tempio di Iside di Pompei

di / 0 Commenti / 184 Visite / 10 novembre, 2015

026-Pompei-Tempio-di-IsideOggi, 10 novembre, sono partiti i lavori di ristrutturazione al Tempio di Iside di Pompei, grazie agli interventi di messa in sicurezza della regio VIII degli scavi, previsti dal Grande Progetto Pompei. Durante i lavori, che avranno una durata di 40 giorni, il Tempio non sarà aperto al pubblico.

Il Tempio di Iside è l’unico Iseo ispirato ai sacri riti egizi conservato in maniera eccezionale. La sua scoperta, avvenuta  tra il 1764 e il 1766, catturò l’attenzione degli scavatori per la decorazione parietale completa: pitture figurate che furono asportare e dislocate al Museo di Portici e tutt’ora custoditi al Museo Archeologico di Nazionale di Napoli. Il Tempio fi edificato in epoca tardo – sannitica, al II sec a.C e restaurato in seguito al terremoto del 62 d.C. Al momento dell’eruzione del 79 d.C, esso era infatti l’unico edificio pubblico ad essere completamente ripristinato. L’opera di ‘beneficenza’ venne attribuita al figlio di Numerio Popidio Ampliato, Celsino, di appena 6 anni, il quale ‘ricostruì dalle fondamenta il Tempio di Iside crollato per il terremoto'( merito attribuito per avviarlo alla carriera politica). Testimonianza della grande diffusione del culto egizio nell’impero romano sono gli oggetti relativi al culto di Iside, rinvenuti nelle case e nelle tombe delle città vesuviane. Il culto di Iside fu voluto da Tolomeo secondo I, successore di Alessandro Magno in Egitto. Durante la ristrutturazione post terremoto venne ampliata l’area sacra con l’ ekklesiasterion , un grande ambiente dalla funzione sconosciuta e con il sacrarum, paragonabile all’odierna sacrestia. I dipinti più famosi provengono dall’ekklesiasterion: Io, Argo ed Hermes e Io e Canopo.

Secondo alcuni studi che hanno cercato di ricostruire gli ultimi momenti drammatici, l’eruzione avvenne all’ora di pranzo. Alcuni tra sacerdoti ed aiutanti cercarono di mettersi in salvo ma morirono a causa del crollo del porticato; altri, invece, non riuscirono o forse non vollero abbandonare il Tempio per fedeltà alla dea, restando così travolti dalle esalazioni tossiche del Vesuvio.

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